Invalidità e 104: anche per queste patologie reumatiche si riceve l’assegno INPS

In molti potrebbero chiedersi quali sono le patologie reumatiche che consentono di ricevere l’assegno di invalidità? Ecco cosa c’è da sapere in merito

Forse non tutti lo sanno, ma alcune patologie reumatiche consentono al soggetto interessato di percepire un assegno di invalidità mensile, ma quali sono? Ecco cosa c’è da sapere e come fare richiesta.

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Informazione Oggi

Una patologia reumatica è contrassegnata da infiammazioni alle articolazioni e in qualche caso potrebbero esservi il coinvolgimento di alcuni organi. Sono davvero moltissimi i soggetti interessati da questa patologia e coloro che soffrono di una forma molto grave della malattia possono accedere all’invalidità civile.

Anche in questo caso, l’assegno corrisposto, dipende dalla gravità della malattia.

Sono diverse le patologie reumatiche che consentono di ricevere l’invalidità. Nello specifico:  artrite reumatoide. Artropatia psoriasica. Dermatomiosite. Spondilite anchilosante. Connettivite mista. Sindrome di Sjogren. Lapsus erimatoso sistemico.

Invalidità e patologie reumatiche: come funziona la percentuale?

Per ricevere l’invalidità civile quale modello bisogna compilare e presentare? Ecco cosa c’è da sapere in merito.

Ritornando all’argomento cardine di questo articolo, come anticipato, è possibile ricevere un assegno in base alla gravità della patologia che si trasforma in percentuale.

Se si ha un’invalidità del trentatré per cento non vi sarà la possibilità di ricevere alcuna agevolazione. Le agevolazioni partono da un’invalidità pari al trentaquattro per cento. In questo caso è possibile ricevere aiuti e protesti come previsto dalla legge.

Per ricevere tali aiuti è necessario avere un certificato che attesti la patologia e che quindi dia diritto all’invalidità.

Con una percentuale del quarantasei per cento, invece, ci si può iscrivere all’elenco della provincia inerente al lavoro e vi è l’obbligo d’iscrizione ai centri per l’impiego. Questo, però, dev’essere fatto se non si ha già un’attività lavorativa.

Se, invece, la percentuale di invalidità è al cinquantuno per cento allora vi è il congedo per cure. Questo può essere dato tutti gli anni e per non più di trenta giorni. Vi è la necessità dii fare richiesta e di avere un’autorizzazione da medici competenti. La norma vale solamente per i dipendenti privati.

Per coloro che invece hanno un’invalidità pari al sessantasette per cento vi è la possibilità di rifarsi al DM 27.08.99 n. 322. Vi la possibilità di avere una tessera che rende esente il soggetto interessato dal pagare il ticket per ricevere assistenza di diverso tipo. Un’agevolazione per le abitazioni popolari ed anche per il canone inerenti alla linea telefonica ma in questo caso bisogna considerare l’ISEE.

Per i soggetti che invece hanno una percentuale di invalidità del settantaquattro per cento, l’assegno inerente all’anno in corso è pari a 287.09 euro. La somma indicata è relativa a coloro che hanno un reddito minore di 5.025,02 euro. Durante l’anno prossimo vi sarà un aumento del 5.3 per cento.

Per quanto riguarda, invece, coloro che hanno un’invalidità del settantacinque per cento vi sarà riconosciuta l’anzianità di tipo figurativo. Questa sarà uguale a 2 mesi per ogni anno di lavoro fatto fino a sessanta mensilità. Tale possibilità è data solamente a chi lavora come dipendente.

Per coloro che hanno un’invalidità del cento per cento, l’assegno mensile è pari a 291.69 euro se si hanno redditi pari o uguali a 17.050,42 euro. Durante il 2023 vi sarà un incremento del 5.3 per cento.

Infine, per i soggetti che hanno un’invalidità pari al cento per cento e non hanno la possibilità di deambulazione senza una persona ad accompagnarli allora l’assegno per quest’anno è di 524.16 euro, ma per il 2023 vi sarà un incremento del 7.3 per cento.

Anche chi ha meno di diciotto anni può essere colpito da una patologia del genere ed anche in quel caso vi sono alcune misure.

Invalidità, patologie reumatiche e minori

Come già anticipato nel paragrafo precedente, vi è la possibilità che questa tipologia di malattia possa presentarsi anche per i minori. Spesso può accadere tra i cinque ed i quindici anni e molto raramente sotto i tre anni.

Spesso, la causa di queste malattie è legata all’infezione da streptococco beta emolitico. Tra i sintomi più comuni vi è la febbre e spesso ci si può sentire stanchi. Inoltre, vi è la possibilità le articolazioni risultino doloranti e gonfie. Potrebbe capitare che essersi infettati passino diversi mesi e vi è la comparsa di alcuni sintomi come il movimento delle braccia o delle gambe non controllato e altro.

Durante l’età adolescenziale e pediatrica tale patologia può portare alla comparsa di problematiche che persistono nel tempo e che rendono complesso fare le normali attività quotidiane tipiche di questa età.

In alcuni casi, infatti, è la possibilità di accedere ad alcune misure di agevolazione.

Se si hanno problematiche che persistono nel tempo e che rendono difficile fare una serie di azioni vi è la possibilità di ricevere aiuti e protesi. Per ricevere tali agevolazioni è necessario avere una diagnosi che certifica lo stato d’invalidità.

Vi è anche la possibilità di essere esenti dal pagare il ticket tranne per medicinali che rientrano nella categoria C. Inoltre, vi è la possibilità di ricevere un assegno pari a 291.98 euro se però si hanno redditi uguali o inferiori a 5.015,14.

Infine vi è anche la possibilità di ricevere delle agevolazioni se si hanno problemi nella deambulazione e di conseguenza vi è la necessità di un ausilio.

Come forse in molti già sapranno, per ricevere l’invalidità è necessario fare una visita con la commissione medica. Se quest’ultima riterrà che la patologia potrebbe mutare nel tempo, allora sarà necessaria una visita di revisione.

In realtà, anche se non vi è stata prevista una revisione, il soggetto interessato dopo aver compiuto 18 anni dovrà comunque rifare tutti gli step fatti in precedenza. In caso contrario i benefici potrebbero essere persi.

Come fare richiesta d’invalidità?

La prima cosa da tenere a mente è che l’iter per fare richiesta dell’invalidità è la medesima sia per chi ha già compiuto 18 anni che per chi non l’ha ancora compiuti.

Chiaramente, se si è minorenni allora sarà uno dei due genitori oppure un tutore a fare richiesta. Per ricevere tale misura è importante fare 2 passaggi di tipo burocratici. Il primo è sanitario, mentre il secondo è amministrativo.

Per quanto concerne il passaggio sanitario, è necessario ricevere una visita medica ed il dottore competente dovrà comprendere le problematiche inerenti alla salute del soggetto interessato ed associarvi una percentuale d’invalidità. Questa, come anticipato, va dal trentatré per cento fino al cento per cento.

Per quanto concerne, invece, il passaggio amministrativo, vi è una comparazione tra il risultato ricevuto durante la visita medica ed i requisiti necessari previsti per normativa affinché si possa ricevere l’invalidità.

Il primo step è quello di recarsi dal proprio medico di base. Questo redigerà la certificazione e provvederà all’invio della richiesta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. La domanda può essere inoltrata anche dal soggetto interessato tramite la pagina internet dell’Istituto oppure presso il Caf.

Dopo aver inoltrato la richiesta, il soggetto interessato sarà invitato a presenziare alla visita presso l’ASL. La commissione medica dovrà poi decidere la percentuale di invalidità da assegnare e redigere una relazione.

In precedenza, vi è stato già spiegato che rispetto alla percentuale si avrà diritto a diverse misure. In più, nel corso della visita medica vi potrebbe essere anche riconosciuto lo stato di handicap.

Cos’è lo stato di handicap?

Dunque, come anticipato, nel corso della visita medica il soggetto interessato potrebbe aver riconosciuto anche lo stato di handicap. Per questo è necessario rifarsi all’art. 3 comma 1 Legge 104/92 e all’art. 3 comma 3 della medesima legge.

Per quanto concerne lo stato di handicap, questa viene data ai soggetti che presentano minorazioni di tipo fisico, psichico o sensoriale. Questa può essere stabile oppure in progressione e provoca complicazioni nell’apprendere o nelle interazioni lavorative.

Tale condizione dà diritto al soggetto interessato ad alcune prestazioni relative all’origine ed alla consistenza del grado di handicap ed anche all’efficienza di una terapia di tipo riabilitativo.

Vi è inoltre la possibilità di scegliere la sede disponibile lavorativa. Si ha anche la precedenza nella scelta se ci si vuole trasferire secondo l’art. 21 Legge 104/92. Tale possibilità spetta a coloro cha hanno un’invalidità maggiore del sessantasette per cento. Si fa riferimento alla Legge 648/50.

Se invece si è soggetti con handicap grave ciò significa che vi è la necessità di un’assistenza continua allora si ha diritto ad un’altra serie di agevolazioni.

Se si è genitori di una persona con meno di diciotto anni e che ha un handicap grave allora, fino a che il bambino non copie 3 anni, si può avere una proroga fino a 3 anni del lasso di tempo in cui ci si astiene dal lavoro. O vi è la possibilità di 2 ore di permesso ogni giorno. Queste ore sono retribuite.

In seguito, sei avrà la possibilità di avere tre giorni al mese di permesso. Si ha il diritto di fare una scelta lavorativa, se è possibile, più vicino alla propria abitazione. Inoltre, non vi è la possibilità dii essere trasferiti se non si da il proprio consenso. Ed infine vi è la possibilità di usufruire di un congedo straordinario di 2 anni durante l’intera attività di lavoro.

I congedi straordinari sono dati anche all’altro genitore se uno non è ha il diritto. Vi sono però dei requisiti da rispettare. Il primo è che il figlio con disabilità deve avere meno di diciotto anni e deve convivere con il genitore. Se l’altro genitore non ne ha diritto. In caso non vi sia una convivenza, la persona interessata deve essere assistita in modo continuativo ed esclusivo.

Chiaramente, per ogni dubbio su casi specifici è sempre meglio rivolgersi ad un consulente in materia che sicuramente saprà dare consigli per ogni singolo caso.

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