Pensioni: tutte le novità nella legge di Bilancio 2023

Pensioni e legge di Bilancio 2023: tante le novità come l’aumento mensile delle minime e la nuova anticipata Quota 103.

La riforma delle pensioni dovrebbe essere rimandata all’anno nuovo ma molti sono le novità inserite dal governo Meloni nella prossima legge di Bilancio.

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InformazioneOggi

Le risorse da utilizzare nel 2023 per la manovra sulle pensioni valgono circa 850 milioni di euro e comprendono la perequazione che è aumentata per le pensioni minime (210 milioni). Nello stesso tempo, nelle casse dello Stato entreranno circa 2 miliardi di euro per i tagli progressivi ai trattamenti pensionistici con importi più alti. Però nel 2024 saranno recuperati altri 4,1 miliardi; comunque, negli anni successivi le risorse saranno più consistenti.

Pensioni: tutte le novità nella legge di Bilancio 2023

Partiamo con una buona notizia per i pensionati che ricevono la pensione minima. Nel 2023 la rivalutazione degli assegni INPS attualmente a 525,38 euro al mese saranno maggiorati di 1,5 punti percentuali (quindi, di 8,8%) e di ulteriori 2,7 punti nel 2024. In pratica l’importo delle pensioni minime avrà un assegno di 571,6 euro, ovvero circa 46 euro in più.

Riguardo alla nuova possibilità di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, i lavoratori potranno richiedere Quota 103 purché abbiamo almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi.

Il governo ha posto un vincolo sull’importo del trattamento che non deve superare i 36.643 euro all’anno, ossia i 2.815 euro lordi al mese (importo comprensivo della tredicesima). Un ulteriore limite è dato dalla impossibilità di cumulare Quota 103 con un altro reddito; invece, il cumulo è possibile con quello da lavoro autonomo occasionale non oltre i 5mila euro.

Novità anche per il personale scolastico statale che per lasciare il mondo del lavoro potrà utilizzare Quota 103 ma con le regole previste con Quota 100 e Quota 102. Stesse regole anche per l’erogazione del TRF/TFS.

In generale, nel 2023 Quota 103 costerà circa 517,3 milioni che nel 2024 saliranno a 1,18 miliardi di euro.

Come ormai è noto, è tornato il cosiddetto bonus Maroni, ovvero un contributo del 10% per incentivare i lavoratori, che hanno i requisiti per andare in pensione con Quota 103, a rimandare il pensionamento. Ricordiamo che la rinuncia al pensionamento avrà come conseguenza una decontribuzione, ovvero una riduzione degli oneri previdenziali, appunto del 10%.

Secondo le stime effettuate dal governo, nel 2023 dovrebbero essere più di 6mila i lavoratori a richiedere il bonus. Il costo dell’INPS, ovvero le minori entrate contributive saranno nel 2023 di 10,4 milioni e di 21,8 milioni di euro nel 2024.

Ape sociale e Opzione donna

Riguardo a queste due misure, come ormai è noto sono state prorogate anche per il 2023 ma con delle differenze. Le stime del governo indicano che saranno circa 20mila i lavoratori che fruiranno dell’Ape sociale per il pensionamento anticipato. Infatti, questa misura sarà utilizzata soprattutto per i lavoratori in particolari situazione di difficoltà.

Opzione donna (ristretta e con la variabile figli) potrà essere utilizzata per le lavoratrici che avranno maturato i requisiti prima del 31 dicembre 2022; invece per le lavoratrici dipendenti i requisiti per la maturazione sono spostati di 12 mesi. Attenzione alla finestra mobile: la prima utile sarà ad agosto 2023.

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