Doppio bonus pensioni: premio per chi resta e aumenti per le minime

La manovra 2023 del governo Meloni riguardo alle pensioni prevede un doppio bonus: per chi è già in pensione e per chi dovrà andarci. Ecco i dettagli.

Dal 1° gennaio 2023 ci sarà un doppio bonus pensioni: gli assegni minimi saliranno, mentre si prevede un premio per chi rinvia l’uscita dal mondo del lavoro.

doppio bonus pensioni
InformazioneOggi

Inoltre, ricordiamo, sempre in ambito pensioni, che il governo ha confermato anche per l’anno prossimo le misure Opzione donna e APE Sociale.

Doppio bonus pensioni: premio per chi resta e aumenti per le minime

Tante le novità nella legge di Bilancio 2023 approvata dal Consiglio dei ministri il 21 novembre, ora arrivata in Parlamento per gli eventuali emendamenti e giungere alla sua definitiva approvazione entro il 31 dicembre 2022.

La manovra finanziaria ha tre punti fondamentali che il governo sta cercando di risolvere:

  • la riduzione delle bollette aumentate a causa della crisi energetica;
  • l’abolizione del reddito di cittadinanza;
  • la riforma delle pensioni.

Le risorse messe in campo dal governo per affrontare queste questioni urgenti sono circa 32 miliardi di euro, tra queste 21 miliardi servono per ridurre i costi delle bollette. Ovviamente, il resto potrebbe non essere sufficiente per affrontare le altre due emergenze.

Comunque sia, se per il reddito di cittadinanza potrebbe essere previsto una modifica e poi lo stop, per le pensioni ci sarebbe delle novità interessanti.

La prima novità l’abbiamo anticipata all’inizio dell’articolo e riguarda la proroga di due misure che permettono l’uscita dal mondo del lavoro: APE sociale e Opzione donna.

La seconda novità è il doppio bonus pensioni, ovvero l’aumento delle pensioni minime e un premio a chi rinuncia il pensionamento anticipato.

Riguardo alle pensioni minime, a gennaio 2023 beneficeranno di una specie di bonus di almeno 104 euro annui. Infatti, la manovra finanziaria vedrà gli assegni minimi aumentati del 120%. Quindi, del 20% in più rispetto al 7,3% prevista dal decreto firmato da Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze.

In estrema sintesi, gli assegni minimi (attualmente con un importo di 523,38 euro) aumenteranno di almeno 45 euro al mese. A questi dovranno essere aggiunti:

  • gli effetti dell’anticipo del 2% della rivalutazione erogato da novembre a dicembre 2022, compresa la tredicesima;
  • l’adeguamento che scatta all’inizio di ogni anno con la perequazione del 100% che comporta ulteriori 8 euro al mese.

Premio per chi rinvia l’uscita

Al principio si pensava che il governo non l’avrebbe inserito nella manovra il premio per chi inviava l’uscita dal mondo del lavoro. In realtà, quasi all’ultimo momento ha ripescato questa possibilità. Si tratta di un’opportunità non nuova perché il premio per chi rinvia l’uscita è detto “bonus Maroni”.

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Consiste in una decontribuzione (riduzione degli oneri previdenziali) del 10% per chi decide di posticipare il pensionamento una volta raggiunti i requisiti. In tal caso, lo stipendio dei dipendenti dovrebbe crescere del 9,19% che rappresenta la quota dei contributi a suo carico. Questi, però non dovranno più essere versati. Inoltre, qualora il dipendente accettasse il premio la pensione continuerà a essere quella maturata al momento del raggiungimento dei requisiti per l’uscita.