Aumento bolletta dell’acqua in base al territorio, cosa sta succedendo? Preoccupate le famiglie

La bolletta dell’acqua registra dati in aumento rispetto al 2020, e purtroppo una delle ragioni maggiori è la dispersione idrica. I dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe non lasciano dubbi.

Non solo bollette energetiche boom, anche il costo dell’acqua ora desta preoccupazione.

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canva

Se non è una stangata, poco ci manca, anche perché molte famiglie sono già alle prese con i rincari in tanti altri ambiti, come ad es. il costo della benzina e degli alimenti comprati al supermercato, ma anche le rate dei mutui.

Certamente le ultime notizie in fatto di risorse idriche non arrivano come un fulmine a ciel sereno, ed in qualche modo c’era da aspettarselo. Come vedremo più avanti i rincari non sono però omogenei su tutto il territorio nazionale, ma vi sono differenze anche di un certo rilievo tra una regione e l’altra.

Cerchiamo di seguito di fare il punto della situazione, onde chiarire il quadro degli aumenti bolletta acqua 2021. I dettagli.

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Bolletta acqua 2021: dove si paga di più in Italia?

Non solo gli aumenti che già conosciamo da vari mesi, adesso anche numeri che non lasciano spazio a dubbi in fatto di costi idrici. Su la spesa della bolletta acqua, se pensiamo che nel 2021 la spesa media è stata di circa 460 euro l’anno, con una  +2,6% rispetto all’anno precedente.

I dati sono di rilievo perché arrivano direttamente dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe dell’associazione Cittadinanzattiva che, finanziato dal Mise, è stato messo a punto nel quadro del progetto Re-User il cui slogan è ‘usa meglio, consuma meno’.

Molto interessante è la finalità dell’Osservatorio in oggetto, perché analizza e pubblica i dati medi delle tariffe a carico dalle famiglie a livello territoriale e, pertanto, offre una utile panoramica in fatto di aumenti.  I dati più aggiornati che abbiamo sono riferiti al 2021 e considerano, in questo caso, la bolletta acqua.

Ebbene, andando a leggere con attenzione i dati di questa classifica, possiamo scoprire che in alcuni capoluoghi di provincia la bolletta acqua è oggettivamente più cara che in altri, e non di poco. Il riferimento va anzitutto a Frosinone, ovvero una città in cui gli abitanti arrivano a pagare quasi 850 euro all’anno di bolletta acqua.

Mentre se ci chiediamo delle regioni italiane con le bollette acqua più care, gli ultimi dati aggiornati ci dicono che bisogna guardare all’area del centro Italia. Qui infatti le tariffe idriche sono mediamente maggiori che nelle altre parti della penisola. Si tratta di una spesa superiore non di poco ai 600 euro, con aumento di quasi due punti e mezzo percentuale rispetto al 2020. Ed è la Toscana la regione più costosa in fatto di bolletta acqua. Là infatti gli utenti sono costretti a sborsare più di 720 euro l’anno.

Dove si paga meno la bolletta acqua in Italia? La questione dispersione idrica

Ma come accennato si registrano notevoli differenze territoriali, se pensiamo che una metropoli come Milano, in qualche modo sorprendendo, registra costi decisamente più bassi. Infatti secondo l’Osservatorio, nella città del Duomo si spendono poco più di 160 euro l’anno per la bolletta acqua. Costi nettamente più bassi e simili abbiamo anche a Trento, mentre in altri capoluoghi di provincia come Potenza o Matera si sono avuti gli aumenti più marcati rispetto al 2020.

A livello di regioni nel loro complesso, la spesa più ridotta è nel territorio del Molise, in cui gli utenti pagano poco più di 180 euro annui.

Tra le variabili che influenzano il costo effettivo della bolletta acqua non manca la dispersione idrica, il cui tasso è molto alto in particolare nelle regioni del sud Italia a causa di impianti non in buone condizioni. Con essa di fatto intendiamo una perdita, in questo caso di acqua, che per la fatturazione del servizio idrico è comunque conteggiata alla voce consumi, ma tale – ovvero un consumo effettivo – non è perché di fatto l’utente non ne può usufruire.

La dispersione idrica è diffusa specialmente in alcune regioni

Se diamo un’occhiata ai capoluoghi di provincia, il quadro non è di certo roseo. Infatti i dati ci parlano del fatto che lo scorso anno a livello nazionale è andato disperso il 36% dell’acqua nelle varie tubature. Il picco delle dispersioni nel nostro paese si trova in Basilicata, toccando quota ben il 54,8% delle risorse disperse dalle tubazioni. Al secondo posto l’Umbria, poi l’Abruzzo e la Campania. La regione italiana con meno dispersione idrica è  invece la Lombardia. Sono elementi che di certo aiutano a capire il perché dell’aumento delle bolletta acqua. Senza contare che nei territori in cui la dispersione è maggiore, la preoccupazione è che non vi siano né risorse né competenze effettive, per presentare dei progetti opportuni ad accedere ai fondi del Pnrr – e dunque per dare davvero una svolta alla questione idrica.

Concludendo, appare chiaro che la crisi economica collegata alla pandemia, cui si è unita la crisi energetica causa guerra in Ucraina, sono fattori che dovrebbero spingere invece ad un’inversione di tendenza e a virare con forza verso la preservazione di queste così preziose risorse. Ecco perché se da un lato l’acqua non deve essere sprecata, usandone troppa quando non ce n’è reale bisogno, dall’altro le infrastrutture andrebbero certamente ammodernate per evitare dispendiose dispersioni.

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