Bonus 150 euro lavoratori dipendenti: un nuovo messaggio INPS precisa i redditi

Il decreto Aiuti ter, che disciplina il bonus 150 euro, ha disposto come requisito per ricevere il contributo anche il limite massimo di 1.538 euro – in riferimento alla retribuzione imponibile del mese di novembre. I chiarimenti di un nuovo messaggio Inps. 

Il bonus 150 euro, come è ben noto, è uno dei tanti varati negli ultimi tempi, allo scopo di dare un sostegno – pur parziale – a favore dei cittadini, gravati dai rincari e da una situazione economica incerta.

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Ecco perché i chiarimenti e le delucidazioni su agevolazioni ed incentivi sono sempre graditi, e non soltanto sul molto discusso Superbonus, ma anche su misure una tantum come appunto il bonus 150 euro dipendenti.

In particolare, con un messaggio di giovedì 17 novembre – il n. 4159 del 2022 – l’istituto di previdenza ha fatto luce sulle operazioni di verifica della retribuzione imponibile, in maniera da aderire al requisito d’accesso al contributo secondo cui, chi intende beneficiare del bonus deve avere una retribuzione imponibile previdenziale non maggiore di 1.538 euro – per il mese di novembre. I dettagli.

Bonus 150 euro, la domanda anche entro il 31 gennaio, ma solo per alcune persone

Bonus 150 euro: requisiti di accesso al contributo una tantum

L’istituto di previdenza ha dunque indicato come verificare la retribuzione imponibile per ricevere il bonus 150 euro. Le delucidazioni giungono a favore dei lavoratori dell’ambito pubblico e di quello privato, che incasseranno la somma anti inflazione e anti carovita in via diretta in busta paga insieme alla retribuzione di novembre, oppure di dicembre 2022.

In base a quanto fissato nell’art. 18 del decreto Aiuti ter, i 150 euro saranno erogati a chi è in possesso di specifici requisiti:

  • rapporto di lavoro attivo nel mese di novembre 2022;
  • retribuzione imponibile fino a 1.538 euro;
  • non titolarità dei trattamenti previdenziali (forme previdenziali obbligatorie, pensioni o assegni sociali, assegni invalidi civili ecc.);
  • non inclusione in un nucleo familiare beneficiario del reddito di cittadinanza.

In particolare i chiarimenti del messaggio n. 4159 attengono, come accennato, alla verifica del limite della retribuzione imponibile.

Bonus 150 euro: le indicazioni Inps nel messaggio n. 4159 del 17 novembre 2022

Nel dettaglio, i lavoratori i che hanno più di un rapporto di lavoro attivo (anche a tempo parziale):

  • dovranno fare la domanda per il bonus 150 euro solo al datore di lavoro che provvederà al pagamento dell’indennità in oggetto;
  • dovranno tener conto che, ai fini del calcolo del limite retributivo, sarà obbligatorio considerare un solo e singolo rapporto lavorativo.

Dal punto di vista pratico l’agevolazione scatterà dunque anche per quei lavoratori che guadagnano più di 1.538 euro (sommando tra loro i vari stipendi), nel caso nel quale in uno dei rapporti di lavoro in gioco non oltrepassano il limite previsto per la retribuzione di novembre. Nessun dubbio comunque sul fatto che il contributo una tantum è assegnato una volta sola, proprio come il bonus 200 euro della scorsa estate.

Compiti dei datori di lavoro

Per quanto riguarda il ruolo dei datori di lavoro, questi dovranno osservare le istruzioni aggiornate dell’istituto di previdenza per quanto attiene alla compilazione del flusso Uniemens. Ricordiamo brevemente che l’Uniemens consiste in una denuncia obbligatoria inviata ogni mese all’Inps dai datori di lavoro del settore privato, che esercitano le funzioni di sostituti d’imposta. Ecco perché si può affermare che l’Uniemens raccoglie, a livello individuale per ciascun lavoratore, le informazioni retributive e contributive.

Ebbene, proprio con riferimento al bonus 150 euro lavoratori subordinati, l’istituto indica come fare per quanto attiene all’esposizione dei dati nel flusso citato. In particolare, la procedura di versamento del bonus 150 euro va compiuta nella sezione “PosContributiva” e nell’elemento “BaseRif” dovrà essere inserito l’imponibile previdenziale, collegato alla mensilità di novembre 2022, al netto dell’eventuale tredicesima.

Alcune precisazioni finali

Grazie al citato messaggio l’Inps ha dunque chiarito come verificare la retribuzione imponibile, ai fini dell’indennità in oggetto, e ha indicato anche che il lavoratore che ha più rapporti di lavoro dovrà fare domanda esclusivamente al datore di lavoro che pagherà l’indennità, indipendentemente dalla retribuzione dell’altro impiego.

L’indennità scatta, sempre e in ogni caso, nella misura di 150 euro una volta sola e il controllo della retribuzione imponibile, per ciò che attiene alla competenza del mese di novembre 2022, che non deve superare l’ammontare pari a 1.538 euro, è da compiersi in rapporto al singolo rapporto di lavoro – per cui la dichiarazione è fatta e per cui si richiede il bonus 150 euro.

Non solo: l’Amministrazione finanziaria rimarca che il limite retributivo di cui al decreto Aiuti ter va preso in considerazione al netto della tredicesima o dei ratei della stessa, stante la particolare natura di questa mensilità aggiuntiva attribuita a fine anno.

Infine si precisa che, nei casi nei quali i datori di lavoro non avessero versato l’indennità con la retribuzione di novembre 2022 per ragioni gestionali e organizzative, nonostante il diritto dei lavoratori a incassarla, potranno esporre il conguaglio anche sul flusso di competenza di dicembre di quest’anno.

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In ogni caso rimandiamo al testo completo del messaggio Inps n. 4159 del 17 novembre 2022