Salute Mentale, le conseguenze del Covid-19 su adulti e ragazzi, cosa ci dicono gli ultimi studi

Quando si parla di conseguenze del Covid-19 siamo in ambito di salute, sia fisica che mentale. Ed è su quest’ultima che stanno emergendo nuovi dati. 

Che la pandemia abbia avuto un impatto tremendo anche sul benessere mentale lo abbiamo compreso tutti. O lo avevamo comunque intuito. Oggi anche numerosi studi lo certificano.

conseguenze del Covid-19
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Quando arrivò il “nuovo coronavirus” nelle nostre vite, tutti probabilmente avvertimmo un senso di angoscia. Siamo stati rinchiusi in casa, con il terrore di trovarci di fronte ad una possibile estinzione della razza umana. Non era mai capitato prima, nemmeno ai tempi dell’AIDS, durante i quali ci furono milioni di morti in poco tempo.

Certamente il Covid-19 è un virus che ha portato molti danni, può ancora creare seri problemi di salute e probabilmente lo farà per molti anni a venire. Ma esistono tantissime altre malattie altrettanto pericolose, se non di più, eppure con il Covid qualcosa è cambiato.

Vengono in mente anche le parole della Dottoressa Ilaria Capua: “Il Covid ha trasformato anche la Ricerca“. E oltre alla Ricerca e alla Medicina, questo virus ha cambiato la nostra percezione di cosa significhi essere in salute. E ha influito sul nostro benessere psicologico.

Potremmo discutere molto su di chi sia davvero la responsabilità di tutto questo. Sicuramente un Virus non ha volontà né intelletto né interessi, a differenza degli umani. Ma ciò che è più importante, ormai, è capire cosa sia successo nella psiche delle persone, ed eventualmente porvi rimedio.

Ecco cosa è emerso da alcuni studi, pubblicati nel corso di questi anni (anche) nella rivista scientifica American Psycological Association.

Salute Mentale, le conseguenze del Covid-19 su adulti e ragazzi, cosa ci dicono gli ultimi studi

Nonostante il Covid sia un virus “giovane”, la letteratura medica è già colma di osservazioni, test, studi e inviti alle autorità competenti riguardo alle conseguenze emotive della pandemia. Sono molte le persone adulte che hanno provato, e provano ancora, un senso di angoscia e preoccupazione ogni qual volta si menziona questo virus.

I giovani, rinchiusi in casa per mesi interi in un momento evolutivo fondamentale al benessere, hanno sviluppato sintomi da stress post traumatico. E manifestato poi insicurezza, attacchi di panico, aggressività, disagio sociale, e poi insonnia, propensione al suicidio e all’autolesionismo.

Non dimentichiamoci che durante la pandemia a soffrire particolarmente del “lavoro a distanza” e dei lockdown sono state le donne. Nel periodo pandemico le violenze domestiche, già ampiamente diffuse nel nostro Paese, hanno subito un importante incremento.

Cosa è successo e cosa sta accadendo alla salute mentale degli italiani

Riportiamo i numeri di uno dei tanti studi che sono stati fatti nel 2022 e che hanno coinvolto le persone di tutto il mondo. I dati riguardanti gli italiani sono stati divulgati durante una conferenza stampa. Il gruppo STADA, collaborando con InSites Consulting, ha sottoposto ad alcuni test circa 30 mila persone, di 15 Paesi diversi. I partecipanti del nostro Paese sono stati 2000.

I numeri ci raccontano di un disagio crescente: “Rispetto al 2021 i livelli di burnout sono aumentati del 10%, passando dal 49% al 59%: a risentirne maggiormente è il sesso femminile, con 7 donne su 10 che dichiarano di aver vissuto un episodio di burnout contro il 48% degli uomini, e la fascia di età più giovane, compresa tra i 18 e i 34 anni (70%), rispetto agli over 55 (49%)“.

Le problematiche emotive nate a seguito di lockdown, restrizioni e contatti (diretti o indiretti) con la malattia sono di vario tipo. Più della metà degli italiani – nonostante l’emergenza sia pressoché finita – ammettono di essere ancora più stressati rispetto al 2020.

Almeno 1 italiano su 5 ha subìto conseguenze sociali e psicologiche a causa delle restrizioni imposte da Covid-19 e perdite o difficoltà finanziarie legate all’emergenza sanitaria

Il 36% degli intervistati ha dichiarato di essersi preso meno cura della propria salute per paura di contrarre il Covid. E ancora, il 25% ha ammesso di aver “abbandonato” uno stile di vita sano. A risentirne le conseguenze maggiori, anche in questo caso, i giovani (18-34 anni): il 75% dei sottoposti a questionario ha lamentato scarsa assistenza sanitaria e difficoltà a condurre una vita sana, fatta di corretta alimentazione e attività fisica.

Negativi i risvolti anche sulla qualità del sonno. Il 47% delle donne intervistate ha dichiarato di non riuscire a dormire bene a causa di stress e preoccupazioni inerenti la quotidianità, i problemi economici e la paura delle malattie.

Non solo Covid, quali sono le preoccupazioni delle persone?

A tutto quanto citato poco sopra si aggiunge, sempre come emerge dalle interviste effettuate alle persone, l’ansia per il futuro, per i problemi legati a risorse, energia e guerre.

Non dimentichiamoci che mentre vengono ancora pubblicati i bollettini sui contagiati da Covid serpeggiano notizie su altre malattie che stanno prendendo o riprendendo forza, come ad esempio l’influenza stagionale, e non da ultimo su possibili attacchi nucleari, su cosa dovremmo fare in caso di sgancio di una bomba atomica.

Un quadro molto preoccupante, dunque, che deve far riflettere tutti quanti, a partire dai medici di famiglia fino alle Istituzioni, affinché si crei una rete di supporto alla popolazione. Ma anche i singoli cittadini possono fare la loro parte, cercando aiuto psicologico senza temere giudizio. Stringendo accanto a loro gli affetti più cari e sforzandosi di (ri)trovare un senso e il piacere di vivere la vita, nonostante tutti i problemi che ci mette di fronte.