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Pensioni: è fattibile l’uscita anticipata a 62 o 63 anni per tutti? Sì, ma a queste condizioni

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Il Governo è al lavoro per la Riforma delle pensioni. Si pensa a Quota 41 per tutti, senza un limite di età, ma ci sono delle problematiche da affrontare.

Anticipare le pensioni per tutti potrebbe avere un costo eccessivamente elevato per le finanze pubbliche. Secondo le prime stime, ci vorrebbero circa 5 miliardi di euro l’anno.

Foto Canva

Per questo motivo, l’Esecutivo sta pensando ad un piano B, ad esempio, fissando un limite anagrafico (a 62 o 63 anni), oltre che contributivo, per l’uscita anticipata dal mondo lavorativo. Inoltre, potrebbero essere garantiti degli incentivi e degli aumenti in busta paga fino al 10% per chi decide di continuare a lavorare.

Si tratta, ovviamente, di un tema molto delicato, che sta tenendo col fiato sospeso numerosi cittadini, che aspettano la proroga di alcuni strumenti di flessibilità in uscita, come Opzione Donna, Quota 102 e Ape Sociale. Se, infatti, entro il prossimo mese tali misure non dovessero essere riconfermate, vi sarebbe il ritorno alla Legge Fornero. Vediamo, dunque, quali potrebbero essere le prossime mosse del Governo.

Consulta il seguente approfondimento: “Pensioni, Quota 41 e stop Legge Fornero? Da dove potrebbero arrivare i soldi“.

Pensioni: dove trovare le risorse?

Specifichiamo che qualsiasi manovra pensionistica comporta una spesa per lo Stato e, dunque, non sarà facile trovare un accordo che soddisfi tutti. Ad esempio, per l’adeguamento delle pensioni all’inflazione (fino al 2025) dovranno essere stanziati non meno di 50 miliardi di euro. Un cifra non irrilevante se si pensa che bisognerà intervenire anche per predisporre aiuti contro il caro energia.

Bisogna considerare, inoltre, che molte risorse finanziarie sono state utilizzate per il Superbonus e gli altri incentivi. Si attende, dunque, di poter sfruttare al meglio gli investimenti del PNRR.

Il Segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, ha condannato la situazione di incertezza che è sorta in seguito alla revoca della cessione dei crediti per il Superbonus. Per quanto riguarda, invece, il PNRR, dalla prossima settimana inizieranno le trattative tra il Ministro Raffaele Fitto e gli altri Ministeri, per valutare i vari progetti in programma. L’unica iniziativa sicura, al momento, è lo snellimento dell’iter burocratico per i Comuni ai fini dell’affidamento di gare e lavori.

Quota 41 provvisoria o strutturale?

Per quanto riguarda le pensioni, l’ipotesi più accreditata è quella di introdurre nuovi strumenti di pensionamento anticipato ma, allo stesso tempo, favorire i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione ma decidono di continuare a lavorare. In tal caso, infatti, finirebbero di pagare i contributi ed una quota di tale importo verrebbe accreditata sulla retribuzione, favorendo un aumento della stessa del 10%.

L’obiettivo principale di questa previsione sarebbe quello di evitare un danno ai datori di lavoro, che perderebbero dipendenti competenti e specializzati.

Ancora incerta è l’introduzione di Quota 41 aperta a tutti. Si avrebbe accesso a tale agevolazione, dunque, con 41 anni di anzianità contributiva, senza uno specifico requisito anagrafico; tuttavia, non si esclude l’inserimento di un vincolo di età. Quota 41 potrebbe anche essere predisposta in via provvisoria per un solo anno, per valutarne gli effetti.

Pensioni anticipate ma con penalizzazioni

I sindacati hanno accolto con entusiasmo Quota 41, perché consentirebbe si smettere di lavorare a 62 o 63 anni, in media con gli altri Paesi europei. La preoccupazione, però, è che possa comportare delle penalizzazioni sugli importi delle pensioni, come sottolinea Domenico Proietti, Segretario confederale UIL.

Delle conseguenze sugli assegni, tuttavia, sono presenti in tutte le modalità di uscita anticipata dal lavoro, come, ad esempio, Opzione Donna. In base alle statistiche, infatti, nei primi 9 mesi del 2022 ne hanno fruito quasi 18 mila lavoratrici, ma con una significativa riduzione degli importi, compresa tra il 20% e il 25%.

Leggi anche: “Pensione Quota 41: l’importo effettivo dell’assegno mensile crea molta confusione“.

Assicurare delle pensioni idonee al costo della vita e dignitose rimane, dunque, l’ostacolo principale e la più sentita battaglia dei sindacati. Infine, CGIL, CISL e UIL chiedono delle riforme per la pensione di garanzia per i giovani e la regolamentazione del sistema previdenziale anche per coloro che hanno iniziato a lavorare da poco.

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