Tredicesima ridotta o nulla per i pensionati 😥 l’inflazione segna un duro colpo

La tredicesima sarà fumo negli occhi per i pensionati a causa dell’inflazione. Nemmeno la rivalutazione riuscirà a limitare i danni dell’aumento del costo della vita.

I pensionati sperano che l’arrivo della tredicesima a dicembre possa regalare una boccata d’ossigeno ma, forse, non sarà così.

tredicesima inflazione
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Gli ultimi tre mesi del 2022 saranno caratterizzati da importi sulla pensione più alti. Tra la rivalutazione anticipata del 2%, il conguaglio dello 0,2% e il Bonus 150 euro i pensionati con redditi inferiori a 35 mila euro e 20 mila euro hanno potuto notare nel cedolino somme superiori rispetto ai mesi precedenti – ad eccezione di luglio, mese con l’erogazione del Bonus 200 euro. A dicembre, poi, si vedrà doppio grazie alla tredicesima maggiorata anch’essa per effetto della perequazione anticipata. Ricordiamo, infatti, che la tredicesima è una mensilità aggiuntiva per chi è in pensione dall’inizio dell’anno. Raddoppiare l’entrata è un sogno per i cittadini schiacciati dall’inflazione ma proprio a causa dell’aumento del costo della vita il sorriso svanirà presto dai volti.

Tredicesima e inflazione, ci attende un triste Natale

L’inflazione da diversi mesi continua a salire noncurante delle conseguenze per i cittadini. Dall’2,6 del 2021 siamo arrivati, oggi, a sfiorare per un momento il 12% per poi riassestarsi su + 8% per l’indice generale e su un + 3,7% per la componente di fondo. Ennesimo aumento in trenta giorni che peggiora ulteriormente la situazione economica degli italiani. Un tasso altissimo, registrato l’ultima volta nel 1984. Trascorsi 38 anni ci ritroviamo con prezzi energetici alle stelle e costi dei generi alimentari triplicati che fanno tornare l’inflazione a livelli troppo elevati.

Cosa accadrà dunque? Per poter sostenere le spese dei beni necessari nonché delle uscite fisse come rate del mutuo (incredibile cosa sta accadendo ai tassi di interesse), affitto, carburante, assicurazione e così via, molti pensionati dovranno dar fondo alla tredicesima che scomparirà in un istante per colpa dell’inflazione. Per tanti cittadini, infatti, la tredicesima sarà l’unico modo per regolarizzare una o più posizioni debitorie che si trascinano da tempo in attesa proprio della mensilità aggiuntiva.

L’allarme è stato lanciato, ora servono soluzioni

Gianna Fracassi, vice segretario generale della Cgil, ha lanciato l’allarme sulle conseguenze insostenibili di un aumento spropositato del costo della vita. La tredicesima che sparirà tra tasse, spese, bollette è solo uno dei tanti segnali che la situazione deve cambiare al più presto o si rischia un collasso. Servono interventi urgenti ed efficaci per bloccare la corsa dei prezzi. La richiesta, naturalmente, si rivolge al Governo che – sebbene sia alle prese con tante importanti questioni – dovrebbe mettere l’inflazione al centro del dibattito prima di ogni altra tematica.

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Se la perdita del potere d’acquisto dei soldi dei contribuenti diventerà troppo alta si potrebbe arrivare ad un punto di non ritorno. L’esempio della Fracassi è chiaro. Un pensionato che riceve 1.533 euro di pensione (già rivalutata) con la tredicesima supererebbe i 3 mila euro. Di questi la perdita del potere di acquisto per il 2022 si fisserebbe a 1.800 euro, una somma altissima. E la situazione è ancora più grave per gli autonomi, i precari, i disoccupati. L’allarme è stato lanciato, occorre che qualcuno lo raccolga e intervenga adeguatamente.