Come usare gli antinfiammatori in caso di Covid-19, le ultime linee guida

C’è stata ampia polemica sull’usare gli antinfiammatori in caso di Covid. Adesso le cose sono più chiare. 

Dopo due anni di pandemia possiamo tirare (alcune) fila. La Medicina non ha mai smesso di cercare di capire come sconfiggere il virus e adesso abbiamo più armi.

usare gli antinfiammatori in caso di covid
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Il Covid purtroppo ha fatto numerose vittime. Ma mai come altre malattie nella storia è stato causato così tanto scompiglio, sociale ed economico.

Nemmeno ai tempi dell’AIDS le persone vennero isolate, rinchiuse in casa, additate come untori o pericolosi per l’umanità. La Scienza ha avuto non pochi ostacoli a trovare una cura per questo virus. Nel mentre, i Governi di tutto il mondo sono forse finiti “nel panico” e hanno agito in maniera “molto forte”. Talvolta andando oltre ai diritti dei cittadini.

È innegabile che sono stati commessi molti errori nella gestione della pandemia, e i Governi erano impreparati. I popoli, confusi e impauriti, hanno a loro volta “perso il controllo” e si sono verificati eventi sgradevoli in ogni Paese. Purtroppo la natura umana è anche questo.

Adesso, dopo due anni di morti, malati, contagi, reinfezioni, varianti e sotto varianti, vaccinazioni e lockdown, possiamo tirare un po’ meglio le fila. La maggior parte delle persone è ormai vaccinata. Il ceppo originario si è “indebolito” e la forma della malattia è adesso meno grave. Rimarranno sempre purtroppo alcuni soggetti più a rischio. Ma adesso abbiamo meno paura. Ecco le ultime scoperte e cosa possiamo fare per difenderci dal Covid.

Covid e Ibuprofene, cosa hanno scoperto

Un interessante studio, pubblicato poi anche su The Lancet, effettuato dal Direttore dell’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri Irccs, Giuseppe Remuzzi, ha divulgato interessanti scoperte. Ovvero, che somministrando ai primi sintomi del virus  Ibuprofene o antinfiammatori, la malattia non sfocia nella forma grave.

Affrontammo in un articolo approfondito già a luglio scorso proprio questa scoperta, che purtroppo ha innescato anche ampie polemiche. Ma andiamo oltre alle discussioni, perché finalmente oggi la comunità scientifica è d’accordo su quanto scoperto da Remuzzi. Nonché da altri medici che a livello mondiale hanno sempre cercato una cura al Covid.

In sintesi, gli studiosi hanno compreso che non è il virus in sé a divenire “mortale”, ma le infiammazioni ad esso correlate. Che in alcuni soggetti possono portare a eventi irrecuperabili.

Affrontando la malattia al primo insorgere di infiammazioni, però, si abbattono addirittura dell’85-90% le spedalizzazioni, e del 100% il ricorso all’ossigeno. Il decorso della malattia si accorcia dell’80%.

Le evidenze scientifiche hanno permesso dunque di capire come combattere il virus. Ma soprattutto di evitare, in caso di nuove ondate, la pressione sugli ospedali, e ovviamente di ridurre i rischi di decessi.

Come usare gli antinfiammatori in caso di Covid-19, le ultime linee guida

Rimangono ovviamente in essere le indicazioni finora divulgate dal Ministero della Salute. Ma adesso, ai primi sintomi del Covid, possiamo chiedere al nostro medico curante di iniziare la terapia con gli antinfiammatori. Ovviamente ogni caso è a sé, e sarà appunto il medico a decidere insieme al suo paziente la terapia migliore.

Ma si tratta di un’ottima notizia, e di un motivo in più per non avere terrore nei confronti del Covid. Che è un virus pericoloso, certo, ma che non è l’unico che può causare gravi danni alla salute.

Ricordiamo che purtroppo, proprio a causa della pandemia, molte altre malattie sono state lasciate “indietro”. Che in tanti non hanno avuto accesso a screening di prevenzione e che i decessi per malattie cardiovascolari e tumori sono aumentati. In questo senso anche l’UE sta cercando di “rimediare” e ha approvato un piano a livello europeo per aumentare la diagnosi precoce.

La speranza è dunque che il Covid venga trattato con i tanti mezzi attuali che abbiamo. Che non diventi più una malattia in grado di far cancellare i diritti alla libertà (di lavoro e di cura nonché di vita sociale) delle persone. Com’è successo, tra le molte altre cose, in questi due lunghissimi anni.

(le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici o pubblicazioni su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi)