Il familiare che percepisce una piccola pensione o rendita è fiscalmente a carico del pensionato? Approfondiamo la normativa.
Quando un coniuge è considerato fiscalmente a carico e quali sono le detrazioni previste dalla Legge?
La dicitura “familiare a carico” giunge frequentemente alle nostre orecchie ma non tutti sanno precisamente qual è il significato di questa definizione. L’Agenzia delle Entrate stabilisce che sono considerati familiari fiscalmente a carico tutti i componenti del nucleo familiare che hanno un reddito personale inferiore a 2.840,50 euro lordi all’anno. Rispettando tale requisito sarà possibile approfittare delle deduzioni previste dalla Legge. Concorrono al calcolo del limite di reddito le retribuzioni erogate da Organismi ed Enti internazionali, dalle Rappresentanze diplomatiche e consolari, dalle Missioni, dalla Santa Sede e dagli Enti gestiti direttamente da esse e, infine dagli Enti Centrali della Chiesa Cattolica. Inoltre, è compresa nel reddito la quota esente dai redditi di lavoro dipendente svolto nelle zone di frontiera e in Paesi limitrofi in modo continuativo.
Possono essere considerati familiari a carico il coniuge non legalmente separato e i figli naturali, adottivi, affidati oppure affiliati (indipendentemente dall’età, dall’essere o meno studenti o iscritti a tirocini gratuiti). Inoltre i familiari citati possono essere non conviventi e residenti all’estero. Condizione necessaria rimane, in ogni caso, l’aver percepito un reddito inferiore a 2.840,50 euro lordi. Per i figli sopra i 24 anni il limite di reddito sale a 4 mila euro.
Tra i familiari fiscalmente a carico troviamo, poi, il coniuge separato, i discendenti dei figli, i genitori, nuore e generi, suocero e suocera, fratelli e sorelle, nonni e nonne. Gli appartenenti a questo secondo gruppo dovranno, però, convivere con il contribuente o ricevere assegni di mantenimento.
La detrazione per coniuge a carico ammonta a 800 euro in caso di reddito complessivo inferiore a 15 mila euro, 690 euro per redditi compresi tra 15 mila e 40 mila euro e a 690 per redditi superiori a 40 mila euro. Occorre tenere conto che all’interno della prima e della terza fascia le detrazioni diminuiscono all’aumentare del reddito. Nella seconda fascia, invece, sono fisse tranne per chi percepisce un reddito tra 29 mila e 35.200 euro che potrà contare su un aumento tra 10 e 30 euro.
La detrazione per ogni figlio a carico è di 950 euro ma è variabile. La cifra sale a 1.220 per ogni figlio minore di 3 anni; a 1.350 per ogni figlio con disabilità di età superiore a 3 anni e a 1.620 euro per ogni figlio con disabilità di età inferiore a 3 anni. Le citate detrazioni si incrementano di 200 euro nel momento in cui i figli a carico sono pari a tre o più. In più occorre considerare le variazioni previste con l’aumentare o il diminuire del reddito del contribuente.
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