Detrazioni per familiari a carico: come funzionano e limiti di reddito

Tra le detrazioni fiscali IRPEF di cui possono beneficiare i contribuenti c’è quella per i familiari a carico.

La detrazione fiscale spetta se i familiari hanno un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

detrazioni familiari a carico
Foto Pixabay

Per i figli al di sotto dei 24 anni il reddito deve essere pari o inferiore a 4.000 euro, sempre al lordo degli oneri deducibili. Questo importo si riferisce all’intero periodo d’imposta, indipendentemente da quando durante l’anno il reddito viene prodotto.

Per il calcolo del limite di reddito, vanno computati anche eventuali redditi da impresa o lavoro autonomo assoggettato a imposta sostitutiva; le retribuzioni da enti, organismo internazionali, santa sede, etc; il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni; la quota esente legata al lavoro prestato in zone di frontiera. Risultano invece esclusi da questo calcolo: i redditi esenti; a tassazione separata; i redditi i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. 

In base alla situazione reddituale del contribuente, le detrazioni per carichi di famiglia possono spettare per intero, in parte oppure non spettare affatto.

Detrazioni familiari a carico: il quesito

Un lettore ha inviato il seguente quesito: “La mia compagna è disabile al 100%. Io sono artigiano forfettario, ho diritto a detrazioni fiscali?”

Chi sono i familiari a carico

Sono considerati fiscalmente a carico, se rientranti nei limiti di reddito già indicati in precedenza:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, compresi quelli adottivi, affiliati o affidati.

Inoltre possono essere considerati a carico anche altri familiari, a patto che convivano con il contribuente o ricevano assegni alimentari non derivanti da provvedimenti giudiziari:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori;
  • fratelli, nonni, suoceri, generi e nuore.

Inoltre tra i soggetti a carico, a partire dal 2017, rientra anche la parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso (per effetto della legge Cirinnà.) Il partner convivente, invece, non può essere considerato a carico. Infatti non ci sono vincoli matrimoniali, né rapporto di parentela o affinità.

Per un coniuge con disabilità a carico non è previsto neanche l’aumento della detrazione, che spetta solo in caso di figli disabili in condizione di gravità ai sensi della legge 104/92.

Detrazione per compagna a carico

In merito al quesito inviato dal lettore, non si può considerare a carico la compagna in assenza di vincolo matrimoniale.

Una persona con disabilità però può usufruire di un serie di agevolazioni in ambito fiscale se in possesso di determinati requisiti. Ad esempio, può acquistare un’auto con una detrazione Irpef del 19%, usufruendo anche dell’IVA agevolata al 4% e dell’esenzione dal pagamento del bollo e dall’imposta di trascrizione dei passaggi di proprietà (PRA). Inoltre ha una detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici e sempre l’IVA al 4%. O anche una deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo delle spese mediche, sia generiche che di assistenza specifica. Consigliamo quindi di rivolgersi a un patronato o altro ente, in modo da valutare le opzioni disponibili.

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