Nessuno+spedisce+pi%C3%B9+una+Lettera%2C+ma+esistono+dei+Francobolli+che+valgono+una+fortuna%2C+e+forse+potremmo+averli+nel+cassetto
informazioneoggi
/2022/08/13/francobolli-che-valgono-una-fortuna-forse-potremmo-averli-nel-cassetto/amp/
Finanza

Nessuno spedisce più una Lettera, ma esistono dei Francobolli che valgono una fortuna, e forse potremmo averli nel cassetto

Published by

Di francobolli che valgono soldi ce ne sono molti. Ma non solo tra le mani di esperti collezionisti. Alcuni potremmo averli tra i nostri ricordi.

Chi è che oggi manda più una cartolina? Probabilmente in pochi davvero. Al presente, le lettere non si usano più, e ciò che vediamo nella cassetta della posta sono per lo più bollette da pagare. Anche salate, aggiungiamo.

Adobe Stock

Il mondo è cambiato molto in fretta e oggi per comunicare con qualcuno abbiamo svariati mezzi, molto più veloci ovviamente di una lettera cartacea. Il fascino di ricevere “una missiva” è rimasto probabilmente solo nei ricordi di qualche animo romantico. Ma non è detto che alcuni di noi abbiano nel cassetto dei plichi contenenti vecchie lettere o cartoline, perché in fondo è da poche decine di anni che non si usa più inviarle.

E allora potremmo andare a rispolverarle e fare innanzitutto un bel tuffo nel passato. Ma anche trovare un piccolo tesoro. Infatti forse non tutti pensano che oggi i francobolli valgono tantissimo. Certo i più esperti sanno che il collezionismo di questi piccoli quadratini di carta è sempre stato remunerativo. Oltre che divertente, ovvio.

Ma non è necessario essere esperti in filatelia per “tentare la fortuna” e trovare un pezzo raro, che magari ci regala qualche migliaio di Euro. Esiste infatti un francobollo che ne vale anche fino a 20 mila. E potremmo averlo tra le nostre “vecchie cose”. Vediamo qual è.

Esistono dei Francobolli che valgono una fortuna, e forse potremmo averli nel cassetto

Proprio come le Monete, magari le Vecchie 100 Lire che conserviamo tutti, anche i Francobolli possono regalarci tante soddisfazioni. Uno in particolare è molto ricercato e “paga” molto bene.

Per capire come mai, dobbiamo fare un passettino indietro. I primi francobolli entrarono in circolo nel 1940, a seguito di una riforma nel comparto postale. Accadeva nel Regno Unito e il primissimo francobollo riportava l’immagine della Regina Vittoria. Venne denominato “Penny Black”. 

Negli anni a seguire, tutti i Paesi cominciarono a stampare i loro francobolli, con diverse raffigurazioni. Tra questi, anche la Svizzera che creò dei francobolli per ogni Cantone, con simboli e figure differenti. Uno di essi, oltre alla grafica particolare, rimase per qualche ragione in circolo solamente 3 anni. Si tratta del francobollo associato al Cantone di Basilea, e che è stato chiamato “Basel Dove”.

Se qualcuno ha avuto in passato una corrispondenza con abitanti della Svizzera, dunque, meglio che controlli nel cassetto. Un “Basel Dove” ben conservato può valere anche 20 mila Euro.

Published by

Recent Posts

Trump attacca Obama sugli alieni mentre il mondo brucia: “Ha diffuso informazioni classificate”

Trump accusa Obama di aver parlato di informazioni classificate sugli alieni, tra tensioni globali e…

2 giorni ago

INPS lancia un servizio di video guida interattivo per neogenitori: tutto sul nuovo Assegno Unico e universale

L'INPS introduce una video guida interattiva per i neogenitori, semplificando la richiesta dell'Assegno Unico e…

6 giorni ago

Trasferte e note spese: come semplificare la contabilità di fine mese

La gestione delle trasferte lavorative rappresenta spesso una delle sfide amministrative più tediose per i…

6 giorni ago

Mobilità docenti 2026: passaggio di ruolo batte trasferimento. Cosa dice davvero il CCNI

Mobilità docenti: differenze tra trasferimento, passaggio di cattedra e passaggio di ruolo. Ecco l’ordine delle…

1 settimana ago

Pensioni, quanto costa davvero ogni pensionato allo Stato: i numeri che raccontano il peso del sistema

Quanto spende davvero l’Italia per ogni pensione? I dati aggiornati su spesa totale, numero di…

2 settimane ago

Spreco alimentare, l’accusa che fa rumore: “In Italia il recupero del cibo è ancora beneficenza, non un servizio pubblico”

Spreco alimentare in Italia: meno cibo buttato, ma il recupero resta volontariato. L’accusa di Foodbusters…

4 settimane ago