Aumenti nell’assegno pensionistico in arrivo a breve: sul finire dell’estate una piacevole sorpresa

Gli aumenti nell’assegno pensionistico potrebbero arrivare prima del previsto. L’importo dovrebbe cambiare già dopo l’estate.

Il meccanismo di perequazione scatterà prima del 1° gennaio 2023 per regalare aumenti negli assegni pensionistici negli ultimi mese dell’anno in corso.

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Adobe Stock

Lieta notizia per i pensionati alle prese con l’inflazione e i rincari. L’adeguamento della pensione al costo della vita previsto dal 1° gennaio 2023 potrebbe essere anticipato in autunno. L’instabile situazione economica impone, infatti, che il Governo aiuti i cittadini ad affrontare i prezzi in costante aumento. Da qui la decisione di procedere con un anticipo parziale della crescita nell’assegno pensionistico prevista ad anno nuovo. Si stima, più precisamente, un anticipo del 2% a partire dal mese di settembre (o al massimo da ottobre) fino a fine anno. In questo modo si cerca di tutelare il potere d’acquisto dei soldi dei pensionati mentre contemporaneamente si pensa ad un modo per sostenere anche i lavoratori con aumenti in busta paga.

Aumenti nell’assegno pensionistico, come si calcolano?

Ogni anno viene eseguita una rivalutazione delle pensioni per consentire l’adeguamento degli importi al costo della vita. Tale meccanismo di calcolo è chiamato perequazione e si basa sugli scaglioni reddituali di appartenenza. Avranno una rivalutazione del 100% dell’inflazione i pensionati che percepiscono una pensione fino a 4 volte il trattamento minimo; del 90% se la pensione è compresa tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo e del 75% per una pensione superiore a 5 volte il trattamento minimo.

Per l’anno 2022 il tasso di perequazione è stato fissato da un Decreto Ministeriale all’1,7%. Procediamo con un esempio di calcolo per comprendere il meccanismo. Poniamo una pensione di 2.500 euro nel 2021. Per calcolare l’aumento nel 2022 occorrerà applicare la rivalutazione dell’1,7% su 2.062,32 euro (4 volte il trattamento minimo) e la rivalutazione dell’1,53% (il 90% di 1,7%) sull’importo restante ossia 437,68 euro.

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Il tasso del prossimo aumento

Come accennato, per gli aumenti di settembre è previsto un aumento parziale con tasso del 2%. Di conseguenza, i pensionati potranno notare un’importo aggiuntivo nell’assegno pensionistico che va da 20 euro per pensioni di 1.000 euro a 40 euro per pensioni di 2.000 euro. È impossibile non notare come gli aumenti siano maggiori per chi ha un assegno più elevato. Avere 20 euro in più su una pensione di mille euro non cambia la vita e non aiuta nemmeno ad affrontare l’inflazione. In un mondo ideale il rapporto tra aumento e importo pensionistico sarebbe inversamente proporzionale ma così non è. Significa che serviranno interventi paralleli per aiutare i cittadini ad affrontare i rincari come l’ipotetico taglio dell’IVA su alcuni prodotti alimentari.