I sogni infranti della Riforma delle Pensioni: quanti addii dovremo sopportare?

La Riforma delle Pensioni assume sembianze sempre più lontane dall’immaginario dei lavoratori. Prepariamoci a dire molti addii.

Tutte le speranze riversate nella Riforma delle Pensioni sembrerebbero essere svanite con la crisi del Governo. Cosa accadrà realmente?

Riforma della Pensione
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La caduta del Governo ha gettato ulteriore sconforto sugli italiani. La paura è che lo scioglimento delle Camere blocchi i piani di sostegno per i cittadini che sarebbero dovuti arrivare da più fronti. Il pericolo non dovrebbe toccare il Decreto Aiuti, ora al vaglio della Camera per poi passare al Senato, mentre si ipotizza reale per la Riforma delle Pensioni. Tutto il lavoro fatto fino a pochi giorni fa – non molto ma comunque importante – si azzererà e le discussioni ricominceranno. Il tempo a disposizione non è molto, solo pochi mesi per decidere il sistema pensionistico introdotto dal 1° gennaio 2023. I timori dei lavoratori si racchiudono in un’amara previsione, il ritorno della Legge Fornero. Sarà realmente questo il futuro o si possono supporre valide alternative? L’introduzione del salario minimo, poi, ritornerà nel dimenticatoio o verrà realizzata? Cosa accadrà, infine, alla proroga dell’Ape Sociale e di Opzione Donna?

La Riforma delle Pensioni riserverà amare sorprese?

Cosa accadrà alla Riforma delle Pensioni? La risposta varia a seconda del politico interpellato. Iniziamo da Matteo Salvini e dalle promesse della campagna elettorale che sembrano assomigliare molto a quelle non mantenute in passato. In tema “pensioni” il piano del politico italiano è di garantire Quota 41 per tutti i lavoratori. Aver versato 41 anni di contributi indipendentemente dall’età sono sufficienti per Salvini per accedere alla pensione. Con quali soldi si sosterrebbe la misura? Togliendo il Reddito di Cittadinanza voluto solamente dal Movimento 5Stelle. I dubbi sulla fattibilità rimangono e impensieriscono i lavoratori.

Passiamo dall’altra parte della barricata dove troviamo Cesare Damiano che si è opposto alla caduta del Governo Draghi temendo la cancellazione di tante misure favorevoli agli italiani.

Le parole di Cesare Damiano

Le previsioni dell’onorevole Cesaro Damiano disegnano un pessimo quadro per gli italiani. Gli addii saranno molteplici, dal salario minimo al taglio del cuneo fiscale, dalla Riforma delle Pensioni alle erogazioni per le imprese per sopravvivere ai rincari e alla crisi post guerra e post pandemia. Secondo Damiano tutte le misure preventivate da Draghi per tutelare la popolazione sono ora vanificate a causa delle azioni irresponsabili di Berlusconi, del Movimento 5Stelle e di Salvini.

Lo scioglimento delle Camere, inoltre, sta provocando un ritardo nell’attuazione dei provvedimenti che sarebbero serviti ora per aiutare famiglie, lavoratori e imprese. L’attesa delle elezioni previste per il 25 settembre e della formazione del nuovo Governo potrebbe rivelarsi fatale per tanti cittadini che hanno bisogno di sostegno economico da subito. L’inflazione cresce giorno dopo giorno, i rincari gravano sempre più sui cittadini e il futuro si delinea sempre più incerto. Una destabilizzazione non era necessaria all’Italia e ora a pagare le conseguenze dei giochi di certi politici sarà la popolazione. L’onorevole Walter Rizzetto ha una visione diversa e assicura che la proroga dell’Ape Sociale ci sarà così come quella di Opzione Donna. Le rassicurazioni non sono sufficienti, gli italiani sono diventati – a ragione – come San Tommaso. Quando toccheranno con mano crederanno.

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