Le cartelle esattoriali sono documenti di pagamento utilizzati dagli agenti di riscossione per richiedere il pagamento di un debito.
Contengono l’indicazione dell’ente emittente, la somma degli addebiti con le motivazioni, le modalità di pagamento, le istruzioni per l’eventuale ricorso.
Non sempre le cartelle esattoriali riguardano pagamenti di tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate. A volte contengono, per esempio, contributi per iscrizioni ad albi professionali, contravvenzioni stradali, sanzioni amministrative, tasse comunali.
Il contribuente dovrà pagare la cartella pressi gli uffici dell’ente emittente, oppure in banca o negli uffici postali entro la scadenza indicata nella cartella.
Se in difficoltà economica, potrà chiedere la dilatazione (ossia la rateizzazione) del pagamento. La richiesta deve essere fatta prima della scadenza della prima rata e accompagnata dalla documentazione idonea.
Una modifica approvata durante la conversione del decreto Aiuti (decreto legislativo numero 50 del 17 maggio 2022) prevede la novità sulla rateizzazione. Rendono tutto molto più semplice.
Infatti, è raddoppiata la soglia di debito per la quale è possibile ottenere, in automatico, la rateizzazione delle rate delle cartelle. Quindi fino a 120mila euro (prima era 60mila) non sarà più necessario allegare la documentazione che dimostri la difficoltà del debitore nel pagare le cartelle esattoriali.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione si trovano i moduli per compilare la domanda. In seguito, il contribuente riceverà via email un piano di pagamenti rateizzato fino a 72 rate. E come detto non dovrà inviare nessun’altra documentazione.
Un’altra novità importante è che questo decade se non saranno pagate 8 rate (invece di 5), anche non consecutive. Una volta decadute, la cartella esattoriale non potrà più essere rateizzata.
Sarà invece, possibile rateizzare altre eventuali cartelle esattoriali diverse da quelle per le quali è intervenuta la decadenza.
Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ricorda che rimangono validi i termini di decadenza diversi disposti durante il periodo di emergenza sanitaria. Seguendo la data della richiesta di dilazione delle rate:
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