Fotovoltaico di terza generazione accessibile a tutti, ecco l’importante svolta sul modo di consumare e produrre energia

Arriva il fotovoltaico di terza generazione con pannelli solari più sostenibili ed efficienti. Per risparmiare e salvare il pianeta.

Ormai molte persone hanno scelto di installare pannelli solari scegliendo in questo modo l’energia rinnovabile.

fotovoltaico
Foto Canva

Perché investire in un impianto fotovoltaico anche piccolo è una scelta conveniente sul lungo termine. Ma attenzione a scegliere le formule giuste.

Fotovoltaico di terza generazione: importante svolta sul modo di consumare e produrre energia

L’impianto fotovoltaico di terza generazione è formato da celle solari che potrebbero superare i limiti di quelle tradizioni.

Infatti, i pannelli solari di prima generazione sono formati da celle di silicio cristallino (prima generazione). Invece, quelli di seconda generazione da film sottili di silicio amorfo (seconda generazione).

Le ragioni del cambiamento sono semplici. In generale, le celle solari tradizionali sono utilizzate oramai da 30 anni e quindi considerate ‘vecchie’. Ma anche costose e fragili. Anche migliorando la loro tecnologia non si avrebbe la certezza che l’impianto diventi più efficiente. Anzi sarebbe più probabile che aumenterebbero solo i costi.

La scelta migliore è trovare materiali nuovi più sostenibili ed efficienti. Ed è stato fatto. Lo dimostrerebbero i mesi di test (nove per la precisione) condotti in un nuovo parco solare realizzato a Creta.

Il parco misura 4,5 metri quadrati ed è stato realizzato dall’Università di Roma Tor vergata. Al progetto hanno collaborato anche:

  • BeDimensional;
  • Greatcell Solar Italia;
  • Istituto Italiano di Tecnologia (Iit);
  • Istituto di Struttura della Materia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ism);
  • Università di Siena;
  • Università ellenica del Mediterraneo.

I risultati delle ricerche

I ricercatori hanno realizzato un impianto fotovoltaico di terza generazione utilizzando perovskite, grafene e altri materiali bidimensionali al posto del silicio. I risultati dei test sono pubblicati sulla rivista scientifica Nature Energy.

Durante i testi, i ricercatori sono riusciti a produrre energia con una potenza superiore a 250 Watt. Energia simile a quella prodotta da 60 celle di pannelli solari in silicio cristallino.

Le alte temperature però influiscono su questo tipo di pannelli solari. Per questo motivo i ricercatori confrontando le varie tecnologie in commercio hanno fatto una promettente scoperta.

Nei pannelli dell’impianto fotovoltaico di terza generazione la caduta di tensione a circuito aperto è inferiore rispetto a quella in silicio. Anche quando le temperature raggiungono i 70 gradi. Secondo i ricercatori, questo sarebbe un ottimo risultato soprattutto perché saranno utilizzati in Paesi molto caldi.

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Infine, sui nuovi pannelli è stato effettuato anche il test del ‘ciclo di vita’. I risultati dimostrerebbero che produrre anche solo un chilowattora (kWh) con questa tipologia di pannelli il risparmio sarebbe del 50% rispetto alle tipologie attualmente utilizzate.