Legge 104 e trasferimento sede lavoro: cosa succede se il familiare muore? La risposta non lascia dubbi

Con la legge 104 i lavoratori che assistono familiari con disabilità possono richiedere il trasferimento della sede di lavoro.

Il beneficio del trasferimento della sede di lavoro è normato dall’articolo 33 della legge 104. Si tratta di una richiesta motivata da parte del lavoratore per assistere un familiare con disabilità grave.

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Cosa succede però se questo improvvisamente muore? È prevista la revoca del trasferimento di sede di lavoro? Vediamo cosa dice la normativa.

Legge 104 e trasferimento sede lavoro: cosa succede se il familiare muore? La risposta non lascia dubbi

La richiesta di trasferimento della sede di lavoro per assistere un familiare con disabilità grave può essere accolta solo se sono soddisfatti alcuni requisiti. Innanzitutto, occorre far riferimento all’articolo 33, comma 3 della legge 104 che prevede le seguenti condizioni:

  • invalidità grave del familiare da assistere, purché non sia ricoverato in una struttura a tempo pieno;
  • rapporto di parentela secondo le regole di priorità: coniuge/unione civile/convivenza, fratello/ sorella, oppure familiare della persona da assistere entro il terzo grado;
  • esclusività, ossia il beneficio deve essere concesso a un unico lavoratore per assistere un solo soggetto, il cosiddetto referente unico.

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L’articolo 33 della legge 104 stabilisce che il lavoratore deve scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere. Il datore di lavoro non può rifiutare il trasferimento del lavoratore tranne in caso di problemi di organizzazione aziendale. In questo caso il rifiuto deve essere motivato adeguatamente dal datore di lavoro.

Ricordiamo che possono chiedere il trasferimento in un’altra sede i lavoratori dipendenti sia del settore pubblico sia del settore privato.

Revoca del beneficio

Ma il trasferimento della sede di lavoro non è un beneficio definitivo. Infatti, viene meno in talune circostanze, come un miglioramento dello stato di salute del familiare da assistere. Ma anche se il familiare è deceduto.

Proprio per questo motivo, essendo un beneficio acquisito per assistere un familiare con disabilità, alla morte di questo la sede del trasferimento potrebbe essere revocata. Il lavoratore non può opporsi. Inoltre, sarà il datore di lavoro a decidere se il suo dipendente può rimanere nella nuova sede oppure ritornare in quella originaria.

Anche una sentenza del TAR Campania segue lo stesso orientamento. In effetti, alla morte del titolare legge 104 impone al datore di lavoro di revocare il trasferimento a suo tempo concesso.

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