Di nuovo caos tamponi, il Covid 19 ‘sfugge ai controlli’ e sale la preoccupazione per il prossimo inverno

Anche se le restrizioni sono quasi del tutto scomparse, i tamponi continuano ad essere effettuati per varie ragioni.

La malattia da Covid 19 continua infatti a circolare, anche se fortunatamente senza le terribili conseguenze come a inizio pandemia. In particolare, sono le varianti a dare un po’ di preoccupazione al mondo scientifico. Perché sembra che si comportino in maniera diversa, anche coi tamponi. Facciamo il punto.

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Alle varie teorie – complottiste o meno – sull’inaffidabilità dei tamponi, oggi se ne aggiunge un’altra. Si sta verificando un fenomeno molto preoccupante. Ma più che altro sempre più diffuso. Come sappiamo, le varianti danno sintomi meno importanti nelle persone, ma al tempo stesso c’è più alta percentuale e velocità di contagi. Ebbene, sembra che molti tamponi risultino negativi anche in chi ha sintomi, mentre persone in via di guarigione e senza sintomi producano tamponi positivi.

Ciò che desta molte perplessità è la serie di conseguenze che scaturisce da una fotografia “sbagliata” della situazione. Ecco cosa ne pensa la comunità scientifica e quali sono gli scenari, soprattutto in vista del prossimo inverno.

Caos tamponi, il Covid 19 ‘sfugge ai controlli’, come faremo d’inverno?

Al 13 giugno, i nuovi casi di Covid erano “solo” 439. Paragonati agli oltre 16 mila di gennaio sono davvero pochi. Grazie ad una serie di fattori possiamo dunque dire che la malattia è sotto controllo. Ecco il perché le restrizioni sono finite, anche se rimangono in essere raccomandazioni e – ad esempio – l’uso delle mascherine nei mezzi pubblici.

Da qualche tempo, però, i risultati dei tamponi non sono più “coerenti”. Non si tratta di una “leggenda metropolitana” o di teorie sconsiderate. Ma di un fenomeno osservato dagli addetti ai lavori. Le ipotesi su come mai stia succedendo tutto questo sono diverse.

Gli esperti pensano sia “colpa” delle varianti e del fatto che colpiscano più facilmente le vie respiratorie alte. Dunque sintomi ma tamponi negativi. Ma anche la risposta immunitaria dei cittadini sta variando. Chi ha ricevuto il vaccino potrebbe innescare un tampone positivo anche in mancanza di sintomi. Chi contrae per la prima volta il virus idem, magari perché era guarito asintomatico e non sa di avere già le difese.

Insomma, qualunque siano le cause a questo punto il problema è un altro. Perché di fatto la comunità scientifica non può più basarsi sui risultati per ottenere una situazione reale dei contagi. Perché, in fondo, forse non è mai stato così. E perché, appena sarà finita l’estate, si teme ancora più caos.

Ciò che “non torna” è la preoccupazione per quando il prossimo inverno i casi potrebbero risalire. D’altronde, la maggior parte degli italiani è vaccinata e al sicuro dalla forma grave. Molti altri hanno contratto il virus e sono guariti naturalmente. Gli scienziati assicurano che le varianti fanno ammalare (vaccinati e non) ma senza dare sintomi gravi. Tanto che Omicron, influenza e disturbi stagionali vengono spesso confusi.

Allora, dove sta – ancora – tutta questa necessità di “tracciare” e di “impedire la diffusione” del Covid? A cosa serve continuare a fare tamponi quando ormai la situazione è diventata endemica? Sarebbe importante che la comunità scientifica e il Governo dessero risposte precise in questo senso, perché gli italiani, al solo pensiero delle “restrizioni invernali”, hanno già la “pelle d’oca”. E come dargli torto.