Pensione anticipata, scatta l’assegno provvisorio: ecco le categorie interessate la nuovo Decreto in arrivo

La pensione anticipata con un assegno provvisorio, questo è il progetto di un disegno della Legge di Bilancio in attesa del Decreto attuativo. Scopriamo chi sono gli interessati.

La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto una novità con riferimento alla pensione anticipata che dovrebbe presto trasformarsi in un Decreto attuativo.

pensione anticipata con assegno
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Destinatarie dell’intervento sono le Piccole e Medie Imprese in difficoltà. La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 prevede la possibilità di pensionamento anticipato di tre anni con l’erogazione di un assegno provvisorio. Si attende, ora, il Decreto attuativo mentre la questione generale con riferimento al tema “pensioni” è ancora piuttosto confusionaria e in alto mare. Poche certezze sul sistema che sostituirà Quota 102, le ipotesi ci sono ma capire quale verrà messa in atto a partire dal 1° gennaio 2023 è ancora impossibile. Per adesso, dunque, è preferibile fermarsi su notizie sicure come la nuova opportunità fortemente desiderata dal Ministro Giorgetti.

Pensione anticipata con assegno provvisorio, cosa sappiamo

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha istituito un Fondo per il triennio 2022-2024 stanziando 150 milioni per l’anno in corso, 200 milioni per il 2023 e 200 milioni per gli ultimi dodici mesi. L’obiettivo del Ministro Giorgetti è di aiutare le PMI in crisi favorendo l’uscita dal lavoro dei dipendenti anticipatamente. L’idea è di permettere l’accesso alla pensione tre anni prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia. Contemporaneamente verrebbe erogato un assegno pari al 90% della somma maturata al momento dell’uscita.

La stima è di un coinvolgimento di circa 10 mila o 20 mila dipendenti di piccole e medie imprese in crisi. Il Decreto in uscita chiarirà l’accesso e i dettagli del funzionamento della misura ma nel frattempo è noto come per poter ottenere la pensione anticipata sarà necessaria la sottoscrizione di un accordo tra rappresentanze sindacali e lavoratori.

Condizioni di accesso all’ammortizzatore pensionistico

Tra i requisiti per accedere all’ammortizzatore pensionistico citiamo il fatturato annuo inferiore ai 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro; una diminuzione del fatturato di almeno il 30% negli ultimi dodici mesi rispetto agli anni precedenti e l’accordo collettivo aziendale firmato da rappresentanza sindacale e datore di lavoro.

Come accennato, condizione necessaria è che l’uscita anticipata sia inferiore ai tre anni rispetto al raggiungimento della pensione di vecchiaia – 67 anni di età e 20 di contributi – o al pensionamento anticipato con 62 anni di età e 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Tale requisito dovrà essere raggiunto entro il 31 dicembre 2024. La domanda, invece, dovrà essere presentata all’INPS prima dei 90 giorni della data di risoluzione del contratto lavorativo con autodichiarazione e attestazione dell’accordo tra datore e lavoratore.