Pensioni, la riforma con Quota 104 offre una speranza anche per i lavoratori che cominciano a lavorare tardi

La riforma delle pensioni potrebbe riservare gradite sorprese con la proposta Quota 104 soprattutto per chi inizia a lavorare. Vediamo come funzionerebbe l’evoluzione di Quota 102.

Una nuova proposta al vaglio del Governo nell’ambito della riforma delle pensioni. Prende il nome di Quota 104 e sarebbe l’erede di Quota 102 che a sua volta ha sostituito Quota 100.

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Il 2022 è un anno di transizione per la riforma delle pensioni. Quota 102 dovrà cedere il posto ad una nuova proposta per l’anno 2023 e le ipotesi sul funzionamento dell’evento pensionistico in vigore tra pochi mesi si sono succedute una dopo l’altra senza ancora trovare una conferma. Dopo aver messo da parte l’idea della Riforma Fornero, sembrerebbe che l’esecutivo sia al lavoro su un progetto differente, Quota 104. Si tratta di una riforma che aiuterebbe i lavoratori che iniziano un’occupazione e che potrebbe rendere meno spigoloso lo scalone della Legge Fornero. Vediamo come dovrebbe funzionare per capire cosa aspettarsi dal nuovo anno.

Riforma delle pensioni, è in arrivo Quota 104?

La proposta Quota 104 innalza l’età da raggiungere per poter accedere all’età pensionabile utilizzando il sistema delle quote, aiuterebbe chi inizia a lavorare e renderebbe meno appuntiti gli spigoli della Legge Fornero. L’idea è di permettere lo scivolo a 65 anni di età con 39 anni di contributi previdenziali obbligatori maturati.

Il piano originale prevede, poi, una versione più flessibile con un uscita a 65/66 anni di età e con 38/39 anni di contributi. Si resterà, dunque, nel sistema delle quote e questa decisione non è particolarmente amata dai sindacati. Cgil, Cisl e Uil, infatti, considerano le quote troppo rigide e vorrebbero che la riforma delle pensioni introducesse un sistema differente che sia maggiormente dalla parte dei lavoratori che stanno per uscire dal mondo del lavoro.

Cosa accadrà nel 2023

Una decisione chiara e univoca non è ancora stata presa. Il Governo ha avuto tante questioni diverse dal tema “pensioni” da affrontare e per un certo periodo il dibattito si è fermato per riprendere da pochi giorni a questa parte. Scavalcata l’idea della riforma Fornero, l’indirizzo preso è stato verso Quota 104 ma sul tavolo delle decisioni sono spuntate altre proposte.

L’uscita di scena di Quota 41 potrebbe essere sostituita, secondo il presidente dell’INPS Tridico, da un sistema pensionistico a due tempi che sarebbe un escamotage efficiente per scansare la Legge Fornero. La quota verrebbe calcolata in due tempi. Il primo calcolo si avrebbe al raggiungimento dei 64 anni di età e prenderebbe in considerazione i contributi versati (sistema contributivo) mentre il secondo calcolo di tipo retributivo verrebbe effettuato al raggiungimento dei 67 anni quando si otterrebbe l’intero incasso della pensione. Tra le condizioni di accesso si pensa di inserire anche 20 anni di contributi.

In conclusione, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Notizie certe le avremo probabilmente a dicembre 2022 quando i tempi diventeranno stringenti sia per il Governo che per i cittadini.