Cancro al polmone e Screening poco conosciuto che salva la vita, perché se ne parla poco?

Dopo la nostra intervista esclusiva al Dottor Gianfranco Buccheri, abbiamo approfondito l’argomento sullo screening del cancro al polmone.

Abbiamo trovato molte notizie contrastanti, quindi, ci siamo rivolti di nuovo al dottore Gianfranco Buccheri (Direttore medico di ALCASE), chiedendo spiegazioni.

Screening cancro al polmone
Foto Canva

Il Dottor Buccheri nell’intervista “Cancro al polmone e screening anche in chi ha avuto il Covid? Quello che in pochi sanno” ci ha fornito utili consigli su cosa fare e a chi rivolgerci. Approfondiamo l’argomento sull’importanza dello screening per una tempestiva diagnosi di cancro al polmone e perché se ne parla poco.

Dottore che cos’è ALCASE Italia e qual è la sua missione?

ALCASE Italia ODV, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, viene fondata nel 1998 come affiliata dell’ALCASE statunitense. Oggi l’ALCASE americana ha cambiato pelle ed è molto cresciuta: si chiama GO2 foundation ed è in grado di condizionare il Senato degli Stati Uniti, a favore dei malati di quella nazione.  Anche ALCASE Italia è cresciuta, poco e  lentamente, ma ha voluto sempre mantenere il nome, un acronimo che ne spiega la missione: ALCASE= A (Alleanza),  Lung (Polmone), C (Cancer), A (Advocacy), S (Support), E (Education).

Coerentemente con tale missione, ALCASE informa sul cancro del polmone, sulla diagnosi, sul percorso terapeutico, sui nuovi farmaci.  Promuove iniziative e campagne di sensibilizzazione e prevenzione. Offre solidarietà e supporto (anche telefonico) ai malati e ai loro caregiver.  Aggiorna sui progressi della medicina oncologica e sulle ultime novità scientifiche riguardanti la malattia.  Porta avanti una importante campagna nazionale per l’attivazione dello screening gratuito preventivo.

Segnala le strutture ed i medici di eccellenza nella diagnosi e cura del tumore del polmone.  Spiega cosa sono i test molecolari e perché le mutazioni vanno sempre ricercate. Offre gratuitamente il supporto dell’avvocato  e di un team di 6 esperti medici per i principali approcci diagnostico-terapeutici alla malattia (dalla chirurgia toracica… alla oncologia medica).

Abbiamo consultato un vostra lettera aperta al Ministero della Salute per sollecitare lo screening polmonare, ha ricevuto una risposta?

Per la verità, l’elenco delle nostre lettere aperte alle istituzioni è lungo e spazia su diversi temi che noi, volta per volta, abbiamo ritenuto importanti per la comunità de malati di tutta Italia, della quale ALCASE è l’unico reale “advocate”.  Durante l’epoca Covid, ad esempio, abbiamo tentato, in ogni modo, di sollecitare le istituzioni a fornire la massima protezione ai nostri malati, inserendoli fra le categorie fragili: “Appello urgente alle Istituzioni per inserire i malati di cancro del polmone fra gli “estremamente fragili”.

Solo pochi mesi fa, abbiamo richiesto che si istituisca una giornata nazionale dedicata ai malati di cancro del polmone, a cui ha risposto, in prima persona, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, con dichiarazioni che ci fanno ben sperare: “Una giornata nazionale per il malato oncologico polmonare“.

Però ha ragione lei, il nostro sforzo di convincere il governo del paese a legiferare a favore dei pazienti e, in quest’ultimo caso, delle persone a rischio di ammalarsi si è concretizzato con un’intesa, lunga, e persistente campagna per l’introduzione in Italia dello screening per il cancro del polmone.

Essa ha avuto due momenti clou, in cui si è ottenuta una qualche risposta. Il primo, più di tre anni fa, quando  fu indetto un workshop  governativo per approfondire le questioni relative allo screening per il cancro del polmone (esitato in una -per noi- criticabile decisione: https://www.alcase.eu/news/percorso-hta/)  ed il secondo, di pochi mesi fa, quando fu deciso (senza consultarci, questa volta) di avviare uno studio che si concluderà entro il 30 settembre 2023 (dunque, a tempo) e che interesserà 18 centri distribuiti in 15 regioni (ovvero, non tutto il paese), invece di istituire un normale programma di screening nazionale basato sulla imponente evidenza scientifica già a disposizione.

Presentammo le nostre critiche al Ministro della Salute, ma anche una chiara disponibilità a collaborare nella speranza di un miglioramento delle disposizioni “in corso d’opera”.  La risposta fu una chiamata telefonica da parte della segreteria del Ministro Speranza.  L’interlocutore, Dr.ssa Vinci, medico, ci comunicò che “le osservazioni di ALCASE al decreto che istituisce la Rete Italiana per Screening Polmonare (RISP) erano state lette ed era stata apprezzata la disponibilità a collaborare…”.

Il vostro appello di aiuto a distribuire negli ambulatori medici, presidi sanitari, eccetera, è stato recepito dai media?

Nulla, negli ultimi 2, 3 anni i media risultano del tutto impermeabili a tutti i comunicati da noi inviati, inclusi quelli relativi ai fatti istituzionali che hanno coinvolto ALCASE e che ho già tratteggiato.  Per fortuna, abbiamo una gigantesca platea di simpatizzanti e sostenitori sui social media, costituita da circa 40.000 italiani che ci seguono ed apprezzano le nostre iniziative.

Il suo appello alle istituzioni

Che ci ascoltino finalmente!  Che ascoltino la voce delle Associazioni di Pazienti e che diano loro vera attenzione.

I cosiddetti  “Baroni” universitari, cui sembra le Istituzioni diano il massimo credito (anzi direi, un credito esclusivo), a volte, seguono propri  interessi che nulla hanno a che fare con quelli dei cittadini!