Lavoro e più soldi senza rinunciare al Reddito di Cittadinanza: non siate scettici, è realtà!

Avere un lavoro, guadagnare più soldi e nello stesso tempo mantenere il Reddito di Cittadinanza. La proposta è avanzata dal Ministro del Turismo Massimo Garavaglia e ha un unico obiettivo.

Una vera ricerca attiva del lavoro da parte dei percettori del Reddito di Cittadinanza è possibile se si garantisce loro di non perdere il diritto alla misura.

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Ricorrere ad uno stratagemma per incentivare la ricerca del lavoro non fa certo onore agli italiani eppure sembrerebbe essere l’unico modo per ripopolare un settore occupazionale in crisi mentre si convincono i percettori del Reddito di Cittadinanza a darsi da fare attivamente.

La misura è stata modificata ad inizio 2022 proprio per cercare di garantire un maggior inserimento nel mondo del lavoro obbligando i beneficiari a recarsi al Centro per l’Impiego una volta al mese e facendo decadere la misura superando i tre rifiuti di una occupazione. Il piano in teoria era ottimo, peccato che in pratica non sia mai stato messo in atto e, ad oggi, nessuno verifica che le condizioni siano rispettate. Un’iniziativa del Ministro del Turismo Garavaglia potrebbe, però, ribaltare la situazione promettendo lavoro, più soldi e il Reddito di Cittadinanza.

Lavoro, più soldi e RdC, come si sposano nel piano di Garavaglia

L’idea delle proposta del Ministro Garavaglia nasce da una o forse due constatazioni. Mancano i lavoratori stagionali, i datori di lavoro denunciano questa particolare situazione di mancanza di candidature per ottimi posti estivi. Certo si tratta di pochi mesi, tre o quattro retribuzioni da mettere da parte per poi ritrovarsi nuovamente senza soldi e senza lavoro. Accettare un incarico stagionale significherebbe per i percettori del Reddito di Cittadinanza rinunciare alla misura, perché mai dovrebbero volerlo? E’ più conveniente continuare a percepire la ricarica mensile e passare l’estate in spiaggia piuttosto che a faticare per poi ritrovarsi nuovamente daccapo.

Dopo aver appurato questo pensiero generale, Garavaglia ha pensato di rispolverare una proposta già avanzata da Chiara Saraceno, presidente del Comitato istituito dal Ministero del Lavoro, che prevedeva la possibilità di lavorare mentre si continua a percepire l’RdC accettando una decurtazione dell’importo del 40%.

Le possibili conseguenze della proposta

Percepire l’RdC anche se decurtato con in aggiunta la retribuzione di un lavoro stagionale significherebbe avere più soldi senza perdere il diritto alla misura tanto cara agli italiani. L’obiettivo, come detto, è di fornire dipendenti ai datori di lavoro e di spingere i percettori del Reddito di Cittadinanza a cercare un’occupazione. Ma quali sono le possibili conseguenze su più ampia scala?

In primo luogo aumenterebbe la platea dei beneficiari della misura. In secondo luogo si creerebbero disparità tra cittadini e malumori. Chi ha sempre cercato un lavoro senza mai adagiarsi sugli allori verrebbe retribuito con il solo stipendio previsto per un lavoro stagionale. Chi finora è rimasto in disparte a guardare volontariamente le altre persone lavorare riceverà sia la nuova retribuzione che l’integrazione dell’RdC. Infine, l’onere economico per lo Stato risulterebbe rilevate oltre a considerare il fatto che si creerebbero occupazioni sussidiate dallo Stato stesso, opzione dalle mille problematiche.