Un caso di virus mortale che non si vedeva da tempo. Il paziente si trova in isolamento ed è il settimo ricovero in pochi anni.
Febbre, bolle, dolori, i sintomi del Monkeypox lasciano pochi dubbi alla diagnosi del virus mortale. Siamo a quota sette casi nel Regno Unito.
Prima il Covid, poi l’epatite acuta nei bambini, il citomegalovirus suino e come non citare i ricoveri per salmonella o escherichia coli. La salute delle persone sembra essere costantemente sotto attacco e ormai ogni nuovo avviso di possibile epidemia giunge come un evento abituale. Dopo lo spavento iniziale la paura passa e il nuovo “attacco” finisce nel dimenticatoio. Una freddezza che spesso porta a sottovalutare alcuni sintomi oppure a ignorare gli avvisi che il Ministero della Salute periodicamente lancia per allertare i consumatori. Eppure i pericoli non devono diventare un’abitudine da ignorare perché spesso comportano gravi conseguenze. E’ il caso del vaiolo delle scimmie – Monkeypax – un virus diffuso in Africa che è già arrivato più volte in Europa e che è descritto come mortale.
Il Monkeypax è una malattia virale rara diffusa soprattutto nei Paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale. Il nome deriva dalla scoperta del virus in seguito ad indagini di laboratorio sulle scimmie nel 1958. Gli studi sono proseguiti identificando nel continente evidenze virologiche dell’infezione su diversi animali – topi, ratti e conigli – ma su una specie in particolare, gli scoiattoli. Il virus è letale per una persona su dieci e si può trasmettere anche tra essere umani anche se Colin Brown, direttore del dipartimento delle infezioni cliniche ed emergenti ha sottolineato come la trasmissione tra uomini avvenga raramente e il rischio per la popolazione, dunque, rimanga basso.
I sintomi del vaiolo delle scimmie si manifestano una dozzina di giorni dopo l’esposizione. Febbre, mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari, linfonodi gonfi, malessere generale, spossatezza sono le manifestazioni più comuni. Dopo tre giorni circa comincerà a vedersi, poi, un’eruzione cutanea pustolare sul volto o su altre parti del corpo. La durata della malattia varia da due a quattro settimane e in Africa il 10% dei pazienti muore. Con le giuste cure, invece, il virus può presentare forma lieve e la guarigione avviene senza troppe problematiche. Detto questo non è escluso che il Monkeypax possa causare l’insorgenza di altre malattie.
Come accennato, un settimo caso di vaiolo delle scimmie è stato accertato nel Regno Unito. Il paziente, ora in isolamento, era tornato dall’Africa, dalla Nigeria, luogo in cui sembrerebbe aver contratto il virus. Il sistema sanitario e gli esperti Ukhsa insieme ai colleghi del Nhs stanno cercando di rintracciare parenti e amici dell’uomo per poterli rassicurare sulle condizioni del familiare e per controllare un’eventuale insorgenza di sintomi. Inoltre, il monitoraggio riguarderà tutti i passeggeri a bordo dell’aereo proveniente dall’Africa.
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