I pensionati che andranno ad abitare in queste regioni percepiranno una pensione più alta per le riduzioni delle tasse.
La pensione è il sogno di ogni lavoratore ma sta diventando sempre più difficile raggiungere l’obiettivo e spesso i pensionati sono scontenti di quanto percepiscono. Anche a causa di calcoli di tassazioni e addizionali che rendono l’assegno sempre più “magro”.
La legge permette di ottenere una pensione più alta grazie all’agevolazione delle tasse. Però i pensionati dovranno trasferirsi in determinate regioni. Nello specifico quelle colpite dal terremoto del 2009, del 2016 e del 2017 e quindi, Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria. I pensionati che prenderanno la residenza in queste regioni, infatti, avranno una tassa agevolata e di conseguenza un assegno della pensione più alto.
Le tasse sulle pensioni funzionano come quelle sugli stipendi. Quindi Irpef e addizionali regionali e comunali influiscono sull’importo dell’assegno percepito dai pensionati. I pensionati spesso sono scontenti della propria pensione soprattutto dopo una vita fatta di lavoro e sacrifici.
Per questo una recente legge, nello specifico il decreto Sostegni ter, permetterebbe un aumento dell’assegno delle pensioni grazie a un’agevolazione che farebbe ridurre le tasse. In effetti, spetta un taglio delle tasse del 7%. Questo però solo per chi trasferisce la residenza in Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria.
L’agevolazione è valida soprattutto per i pensionati residenti all’estero e che desiderano ritornare in Italia. Trasferire la residenza in una di queste splendide regioni potrebbe fare la differenza per il loro nuovo tenore di vita. Per i pensionati esteri, tra l’altro, la legge permetterà di assoggettare tutti i redditi esteri, e non solo quelli della pensione, un’imposta calcolata in via forfettaria pari al 7%.
Ovviamente non basta trasferirsi ma come detto è necessario prendere la residenza, quindi iscrivendosi all’anagrafe della popolazione residente, e abitare nella città scelta per almeno cinque anni. Inoltre, è necessario che i pensionati non siano stati, nei cinque anni precedenti, già fiscalmente residenti in Italia. Questo perché lo scopo è quello di convincere i pensionati italiani che hanno lavorato all’estero per un lungo periodo di ritornare ad abitare in Italia.
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