Se mangi questo alimento rischi di contrarre gravi malattie croniche

Un recente studio ha dimostrato come l’alimento forse più consumato a tavola sia capace di aumentare il rischio di malattie intestinali.

Per la precisione, l’alimento in questione che tutti noi non possiamo fare a meno di mangiare è la carne rossa. Già da tempo, ormai, soprattutto per via di numerosi studi, la carne rossa è definita l’alimento da cui stare il più possibile alla larga. Sinteticamente si può dire che quanto meno ne si mangia, meglio si sta.

Se mangi questo alimento rischi di incontrare tali gravi malattie croniche
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Adesso, però, una recente ricerca ha dimostrato come un’assunzione eccessiva di tale alimento sia in grado di aumentare il rischio di particolari malattie intestinali. Nello specifico, stiamo parlando di malattie intestinali di tipo infiammatorie come l’ulcera ed il meno famoso morbo di Crohn. Lo studio scientifico è stato pubblicato sulla rivista Oxford Academic lo scorso 9 aprile 2022. Anche se, a dirla tutta, la ricerca era stata inviata alla suddetta piattaforma il 27 luglio 2021.

Comunque sia, a prescindere dalle due date, la ricerca in questione non fa altro che sottolineare come sia importante diminuire ancora di più il consumo di carne rossa dalla propria alimentazione. Uno stesso discorso può essere fatto per chi adora i wurstel, i quali sono composti da scarti di cibo che alla sola lettura fanno venire i brividi. Ma non solo la carne: dobbiamo stare attenti anche a quello che c’è in casa. Di recente, infatti, è stata resa nota la presenza di salmonella all’interno dell’acqua del rubinetto in una cittadina italiana. Detto questo, scopriamo gli ultimi aggiornamenti sui nuovi pericoli della carne rossa.

Carne rossa: l’alimento a cui è difficile rinunciare, l’ultima ricerca

Lo studio si è svolto in alcuni paesi appartenente al continente europeo. Per la precisione, sono stati presi in considerazione tutti i dati clinici e le abitudini alimentari di ben 413.593 partecipanti volontari. Questi, scendendo ancora di più nel dettaglio, provenivano da ben otto paesi dell’Europa. Tra di loro, però, non siamo in grado di capire se ci fossero degli italiani. A parte la questione della nazionalità, la quale è poco rilevante, ai volontari sono stati consegnati dei questionari. I test facevano chiedevano ai soggetti con quante frequenza gli stessi consumavano alcuni alimenti riportati.

La ricerca è durata la bellezza di ben 16 anni, anche se solo pochi giorni fa è stata pubblicata. Il risultato principale che è emerso è che l’alimento che più di tutti ha destabilizzato la salute dei volontari è, appunto, la carne rossa. Per essere ancora più precisi, a 177 soggetti è stato trovato il cosiddetto morbo di Crohn, mentre a 418 la colite ulcerosa.

Cosa sono le due malattie infiammatorie intestinali e altri problemi di salute legati alla carne rossa

Anche se poco conosciuto, il morbo di Crohn non è affatto da sottovalutare. Questo si presenta come un’infiammazione dell’intestino tenue e del colon destinata a durare nel tempo. Concretamente parlando, si presenta sottoforma di diarrea sempre cronica, sangue nelle feci e crampi nell’area dell’addome. Anche la colite ulcerosa non è da prendere alla leggera. Allo stesso modo del morbo, anch’essa è persistente nel tempo e riguarda la zona dell’intestino. La colite si manifesta sottoforma di diarrea, muco nelle feci e dolori nella zona addominale.

Per quanto riguarda altri problemi di salute legati all’alimento della carne rossa, sappiamo che questa assieme agli insaccati e salumi è davvero devastante. Infatti, se consumati eccessivamente, tutti possono provocare alla salute dell’uomo tumori, diabeti e malattie cardiovascolari. Pertanto, parlando con un esperto del settore della nutrizione, è sempre bene correre ai ripari prima che la situazione possa peggiorare.

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.