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L’uso di questi farmaci può generare una patologia che potrebbe portare alla morte, lo studio

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Uno studio avrebbe trovato un legame tra ictus e farmaci. Ma è proprio così? Scopriamolo attraverso un recente studio.

La ricerca è iniziata esaminando un gruppo di partecipanti, la maggior parte uomini, che avevano avuto l’ictus.

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I ricercatori avrebbero scoperto che alcuni farmaci contro la nausea e il vomito potrebbero aumentare il rischio di insorgenza di ictus ischemico. A rischio soprattutto i pazienti oncologici che utilizzerebbero questi farmaci per bloccare la nausea dopo la chemioterapia.

Ictus farmaci contro la nausea: uno studio

Uno studio francese pubblicato sulla rivista The BMJ avrebbe trovato un legame tra ictus ischemico e farmaci contro la nausea e il vomito. I ricercatori, tra il 2012 e 2016, hanno esaminato le cartelle cliniche di rimborso di 2.612 adulti inseriti nel database del sistema sanitario francese. Tutti i partecipanti avevano avuto un ictus ischemico e ricevuto il rimborso per uno o più farmaci antiemetici antidopaminergici (ADA) entro 70 giorni dall’episodio.

I rimborsi, ossia il pagamento ricevuto per il trattamento, sono serviti ai ricercatori come misura dei trattamenti somministrati. Lo studio avrebbe trovato tre ADA che potrebbero causare ictus ischemico: domperidone, metopimazina e metoclopramide. I primi due sono farmaci approvati dal FDA (Food and drug administration) e usati per il trattamento di nausea e vomito.

In seguito, i ricercatori hanno confrontato i dati ricavati dai partecipanti con il gruppo di controllo formato da 21.859 partecipanti che non avevano avuto ictus ischemico. Furono abbinati ai partecipanti con ictus in base all’età, al sesso e ai fatti di rischio. L’età media era di 71,9 anni e il 97% di quelli che avevano avuto l’ictus aveva assunto un farmaco ADA.

In pratica, lo studio avrebbe rilevato che i partecipanti che assumevano gli ADA potrebbero aver un rischio maggiore di ictus ischemico rispetto al gruppo di controllo. L’analisi di sensibilità dimostrerebbe infatti che il rischio è maggiore 7 giorni prima dell’avvento dell’ictus ischemico stesso. Quest’analisi è un metodo per determinare gli effetti osservati durante una ricerca e conferisce credibilità ai risultati dello studio.

Conclusioni

I ricercatori, però, dichiarano che sono necessari ulteriori studi per confermare i risultati. Infatti, la dottoressa Anne Bénard- Laribière, coautrice dello studio, in un’intervista al Medical New Today afferma che “la pubblicazione solleva un forte segnale che associa l’uso di antiemetici a un aumentato rischio di ictus ischemico. In questo momento, poiché questo è il primo studio che evidenzia tale rischio, sarà necessaria la replica per confermare e rafforzare i risultati già solidi e, idealmente, fornire informazioni complementari su meccanismi e fattori di rischio”.

L’ambiente scientifico avrebbe approvato questa ricerca trovandola molto interessante anche se lo studio ha esaminato solo alcuni tipi di farmaci ADA. Quindi i risultati potrebbero essere diversi utilizzando altri farmaci contro la nausea e il vomito. Inoltre, lo studio avrebbe preso in esame solo il legame tra questi farmaci e l’ictus ischemico e non quello emorragico. Infine, la dottoressa Bénard-Laribière conclude affermando che i benefici di questi farmaci potrebbero superare i rischi per prevenire nausea e vomito. Soprattutto se utilizzati da malati oncologici. Invece, bisognerebbe limitarne l’uso in caso di nausea o vomito più lievi scegliendo farmaci con altri componenti. Farsi consigliare dal proprio medico è una scelta fondamentale.

(Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi).

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