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Patologie dell’anca, le percentuali di invalidità civile che puoi ottenere

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Sono davvero molte le patologie all’anca, e a seconda della gravità del problema si possono ottenere diverse percentuali di invalidità civile. E i conseguenti benefit.

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I forti dolori all’anca possono sorgere a qualsiasi età, anche se ovviamente gli anziani sono più soggetti a questo tipo di problema. In realtà la coxalgia è il risultato di una serie di cause, e può far vivere molte difficoltà a chi ne soffre. I dolori all’anca sono il sintomo di una patologia cronica, di stampo degenerativo, a danno della cartilagine che costituisce l’articolazione. Il danno strutturale, a lungo andare compromette le normali funzionalità e dunque la corretta deambulazione.

Le cause dell’apparire di questo problema possono essere molteplici. Oltre al degenero fisiologico osteoarticolare dovuto all’età. Parliamo di incidenti, di traumi, ma anche di posture scorrette adottate molto a lungo, nonché sovraccarico di tipo funzionale. Chi soffre di coxalgia sa molto bene che i dolori sono forti e impediscono, talvolta, di svolgere le normali attività. Ecco perché è lecito chiedersi se questa patologia può essere riconosciuta dall’INPS come invalidante. E dunque oggetto, poi, di riconoscimento di percentuale di invalidità. E relativi benefit.

Cosa fare in caso di problemi gravi all’anca

Innanzitutto, chi soffre di problemi all’anca deve valutare col suo medico curante qual è la situazione. Se è appena insorta, se è degenerativa, e per quali cause è stato scatenato il disagio di salute. Le terapie per affrontare i dolori all’anca sono molteplici e prevedono sedute di fisioterapia, ultrasuoni, medicinali. Ma anche sessioni di stretching, rieducazione motoria e altro, a seconda del caso. Quando non si può fare altrimenti, il paziente può essere sottoposto a intervento chirurgico, e dotato di una protesi. Di fatto, viene sostituita parte dell’articolazione.

Se di concerto col medico curante viene individuata una patologia invalidante, si può fare la richiesta all’INPS per il riconoscimento dell’invalidità Questo se si ha un’età compresa tra i 18 e i 67 anni. Se viene attribuita una percentuale alta, il cittadino può cominciare ad usufruire di una serie di aiuti, mirati, in base alle necessità. Possono essere concesse esenzioni dai ticket per le visite o per la fisioterapia, ma anche erogata una pensione di invalidità. Questo quando il cittadino perde la propria capacità lavorativa di almeno due terzi. Ma anche ottenere ausili gratuiti per facilitare i movimenti, ed esenzioni fiscali per l’acquisto di strumenti atti a migliorare lo stato di salute.

Le percentuali di invalidità civile concesse dall’INPS per chi ha problemi all’anca

Secondo le tabelle che utilizza anche l’INPS, ecco quanto si può ottenere di percentuale di invalidità con i diversi problemi all’anca: chi soffre di “anchilosi dell’anca con buona posizione” ottiene solitamente il 41% di invalidità. A chi viene riscontrata una rigidità dell’anca “superiore al 50%” viene riconosciuta almeno il 35%. Chi subisce l’intervento con la protesi può arrivare a ottenere il 30-40% di invalidità. Chi invece soffre di “disarticolazione dell’anca” ottiene anche l’85% di invalidità.

Ricordiamo che la pensione di invalidità (290€ al mese) viene concessa ai titolari di invalidità civile dal 74 al 99%. Inoltre, quando il paziente ha una patologia molto grave dell’anca, possono essere riconosciuti altri benefit. Per esempio l’accompagnamento o la Legge 104, che prevede ulteriori concessioni (economiche e non) per aiutare la persona a condurre una vita il più possibile indipendente nonostante il problema di salute.

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