Pensione con legge 104: è pazzesco quello che succede se muore il familiare

Il nostro ordinamento permette di anticipare la pensione con legge 104, tutelando i lavoratori disabili e i “caregiver”

I “caregiver” sono i lavoratori che assistono un familiare di primo grado o affine convivente in situazione di gravità ai sensi della legge 104 articolo 3 comma 3.

Pensione con legge 104: è pazzesco quello che succede se muore il familiare
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È possibile assistere anche un familiare di secondo grado quando qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano più di 70 anni o affetti da patologie invalidanti o deceduti o mancanti. Oggi, affrontiamo un caso molto comune ed è quello che crea molti dubbi ai lavoratori che scelgono di uscire dal mondo del lavoro con questa tutela.

Pensione con legge 104 e morte dell’assistito

Un Lettore ha posto il seguente quesito: “Sono rimasto a casa con legge 104 per un anno e 8 mesi, quanto perdo sullo stipendio della pensione? Sto assistendo mia mamma sono caregiver, mi mancano circa 4 anni di contributi per la pensione come precoce. Quindi, potrei andare in pensione con 41 anni di contributi, se muore mia mamma perdo la possibilità di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi?

In riferimento alla perdita sullo stipendio per la fruizione dei permessi e congedo con legge 104, abbiamo chiarito qui “Pensione con legge 104: penalizzazione sull’importo?

In riferimento alla morte dell’assistito e la possibilità di accedere alla pensione anticipata, purtroppo, l’INPS precisa che non potrà essere riconosciuto il pensionamento anticipato se il disabile che si assiste è deceduto alla data di decorrenza dei benefici. Invece, se la morte del familiare, si verifica oltre la data di decorrenza effettiva, la prestazione pensionistica è riconosciuta. A chiarire quest’aspetto, è il messaggio INPS n. 1481 del 5 aprile 2018, che precisa le condizioni per permettono di accedere alle due prestazioni (APE Sociale e Quota 41).

L’INPS chiarisce cosa succede

Si legge nel messaggio che: “L’APE sociale e il pensionamento anticipato dei lavoratori c.d. precoci non possono essere riconosciuti nei confronti dei soggetti con riferimento ai quali sia venuto meno, alla data di decorrenza effettiva dell’APE sociale o della pensione anticipata per i lavoratori c.d. precoci, lo status di invalido pari o superiore al 74% o si sia verificato il decesso dell’assistito. Il venir meno delle predette condizioni successivamente alla data di decorrenza effettiva dei trattamenti non fa venir meno il diritto ai benefici in parola”.

Pertanto, se si verifica viene a mancare l’assistenza al disabile all’atto della domanda, non ha diritto alla pensione anticipata per i lavoratori precoci (Quota 41).

C’è sempre una possibilità di pensionamento anticipato

Ricordiamo che è sempre possibile accedere alla pensione anticipata con un requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, a prescindere dell’età anagrafica. Questo requisito è soggetto all’adeguamento all’aspettativa di vita. Attualmente bloccata fino al 2026. Inoltre, prevista una finestra mobile di tre mesi dal perfezionamento dei requisiti, come anche per la pensione Quota 41.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, inviala alla mail: esperto.informazioneoggi@gmail.com