Il messaggio WhatsApp che sembra innocuo ma nasconde un tentativo di hacking.
Appena svegli, milioni di italiani compiono lo stesso gesto: aprire WhatsApp ancora prima di alzarsi dal letto. È diventato un riflesso automatico, come stiracchiarsi o spegnere la sveglia. Controllare i messaggi della notte, scorrere le chat di gruppo, vedere se sono arrivate comunicazioni urgenti di lavoro. L’applicazione di messaggistica di Meta è ormai così radicata nelle abitudini quotidiane che la sua presenza viene data per scontata. Un’estensione naturale della vita sociale e lavorativa, sempre disponibile, sempre affidabile.

Negli ultimi mesi, però, qualcosa ha iniziato a incrinare questa tranquilla routine. Sempre più utenti segnalano la comparsa di messaggi di sistema insoliti, avvisi che non rientrano nella normale operatività dell’app. Non le solite notifiche di aggiornamento o i classici problemi di connessione temporanea. Si tratta di alert specifici che molti tendono a chiudere frettolosamente, liquidandoli come semplici glitch tecnici. Un errore di valutazione che potrebbe costare caro: questi messaggi, infatti, potrebbero essere l’unico segnale che anni di conversazioni private, foto personali e documenti condivisi stanno per finire nelle mani sbagliate.
Il messaggio che segnala un tentativo di accesso non autorizzato
L’avviso in questione recita: “la sessione deve essere chiusa per motivi di sicurezza”. Un messaggio apparentemente generico che, secondo il centro assistenza ufficiale di WhatsApp, nasconde una realtà inquietante: qualcuno sta tentando di registrare lo stesso numero di telefono su un altro dispositivo. Non si tratta di un semplice errore di sistema, ma del segnale inequivocabile che un malintenzionato sta cercando di appropriarsi dell’account.

La gravità della situazione diventa evidente considerando la quantità di informazioni sensibili archiviate nell’applicazione. Nonostante WhatsApp utilizzi la crittografia end-to-end per proteggere le conversazioni, questa barriera diventa inutile se qualcuno ottiene l’accesso diretto all’account.
Di fronte a questo scenario, la tempestività diventa cruciale. WhatsApp fornisce una procedura specifica per riprendere il controllo dell’account attraverso una nuova registrazione del numero. Il processo richiede particolare attenzione: dopo aver selezionato il proprio Paese e inserito il numero di telefono (omettendo gli zeri iniziali), l’utente deve richiedere un nuovo codice di verifica. Un passaggio che può richiedere fino a 10 minuti e che non ammette errori.
Quando la verifica automatica fallisce, entrano in gioco i metodi alternativi. Gli utenti Android possono accedere all’opzione “Verifica con un altro sistema”, mentre chi utilizza iPhone trova la voce “Non hai ricevuto un codice di verifica?”. In entrambi i casi, il codice può essere ricevuto via SMS o attraverso una chiamata telefonica. La tentazione di provare a indovinare il codice deve essere assolutamente evitata: tentativi multipli falliti portano alla sospensione temporanea del sistema di verifica, complicando ulteriormente la situazione.