La giurisprudenza ha chiarito un fondamentale principio per ammettere la validità delle cartelle esattoriali.
I tentativi di notifica delle cartelle esattoriali non sono sufficienti affinché l’atto possa essere considerato valido, ma è necessario che il destinatario possa effettivamente conoscerlo.
Con una recente sentenza dalla Corte di Giustizia Tributaria della Puglia, è stato chiarito all’Agenzia delle Entrate – Riscossione che la notifica è un elemento essenziale affinché la cartella esattoriale possa essere considerata valida e va compiuta nel rispetto di tutte le regole previste dal codice di procedura civile. Ma cosa succede nel caso di tentativi infruttuosi di notifica? I termini di decadenza di interrompono? Ecco cosa hanno stabilito i giudici.
La vicenda è quella di un contribuente che aveva presentato ricorso contro una cartella di pagamento, ritenendo che fosse stata notificata dopo il termine di scadenza di tre anni, fissato dall’art. 25 del DPR n. 600/1973. I giudici di primo grado avevano respinto il ricorso, specificando che la riscossione fosse stata iniziata prima della scadenza, poiché erano stati effettuati due tentativi di notifica (falliti perché l’interessato non si trovava in casa).
La Corte di Giustizia Tributaria della Puglia, invece, ha accolto l’appello. Con la sentenza n. 1066/1/2025, i giudici di secondo grado hanno stabilito che “il mero tentativo di notifica non basta: la cartella esattoriale deve essere conosciuta dal contribuente per essere valida“. Pur riconoscendo i tentativi di notifica effettuati dall’agente di riscossione, non hanno sortito i loro effetti e, dunque, non era stato possibile perfezionare l’adempimento da parte del Fisco. In altre parole, la notifica non poteva essere considerata compiuta.
Per la validità dell’operazione, sarebbe dovuta essere attivata la procedura sancita dall’art. 140 del codice di procedura civile, che prescrive tre fondamentali e imprescindibili azioni consecutive:
Soltanto se sono state espletate tutte queste formalità, la notifica può essere qualificata come perfezionata. La Corte ha evidenziato come il mero tentativo infruttifero di notifica non è sufficiente a prevenire la decadenza della cartella esattoriale. L’atto, infatti, è finalizzato a portare a conoscenza del destinatario sia il debito sia i modi per estinguerlo. In conclusione, deve necessariamente entrare nella sfera di conoscibilità del contribuente. In caso contrario, è da considerarsi nullo per decadenza.
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