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Bonifico ai figli in vacanza? 1 errore comune può costarti 3.600€ (e nessuno te lo dice)

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Sembra un gesto innocuo, ma può far scattare controlli fiscali e sanzioni molto pesanti: attenzione a inviare i soldi ai figli in vacanza.

Quando i figli sono in vacanza, lontano da casa, può capitare di dover inviare loro dei soldi. Che si tratti di un aiuto momentaneo o di un contributo per le spese, questo tipo di trasferimento di denaro viene spesso sottovalutato dal punto di vista fiscale e legale.

Bonifico ai figli in vacanza? 1 errore comune può costarti 3.600€ (e nessuno te lo dice) – informazioneoggi.it

Quella che può sembrare un gesto di cura verso i propri cari, può nascondere un potenziale errore fiscale. In particolare, alcuni bonifici tra parenti, se non adeguatamente giustificati o documentati, possono essere interpretati dal Fisco come donazioni irregolari, depositi non dichiaratimutui non formalizzati. E le sanzioni possono arrivare fino a 3.600 euro.

Quando un semplice bonifico può metterti nei guai: occhio a questo errore

Il primo aspetto che viene spesso sottovalutato riguarda la natura del trasferimento. Un bonifico tra familiari può essere considerato alla stregua di un mutuo nel caso in cui il denaro è destinato a essere restituito, anche in assenza di un contratto opportunamente scritto.

La legge presume che il mutuo sia oneroso, ovvero soggetto a interessi, a meno che non venga specificato il contrario. In assenza di chiarezza si possono generare problemi legali in fase di controllo.

Quando un semplice bonifico può metterti nei guai: occhio a questo errore – informazioneoggi.it

Il bonifico potrebbe inoltre dare l’impressione di essere un deposito irregolare, ossia un trasferimento finalizzato non alla spesa, ma alla custodia temporanea del denaro. Seppur rara, questa può destare dei sospetti, in particolar modo se il beneficiario non movimenta i fondi ricevuti.

L’ipotesi che genera più problematiche è quella della donazione. Quando il denaro trasferito non è destinato a essere restituito, si configura una cessazione gratuita. Tuttavia, se supera determinate soglie è bene formalizzare con atto notarile può comportare l’obbligo di versamento dell’imposta di donazione.

In caso contrario, il Fisco può considerare l‘operazione non dichiarata, applicando una multa fino a 3.600 euro, oltre agli eventuali recuperi d’imposta.

Per evitare conseguenze indesiderate, è essenziale indicare con precisione la causale del bonifico, chiarire se si tratta di un prestito, un deposito o una donazione, ed eventualmente accompagnare l’operazione con documentazione scritta. Anche in ambito familiare, la tracciabilità e la trasparenza restano fondamentali.

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