I giudici hanno chiarito il corretto utilizzo dei permessi 104. Scopri quali sono i tuoi obblighi per evitare problemi con il datore di lavoro.
I permessi 104 sono un diritto riservato ai lavoratori caregivers di disabili gravi e consentono di conciliare la vita professionale con le esigenze di cura e assistenza. Si tratta di un incredibile vantaggio, visto che comportano l’erogazione della normale retribuzione anche durante i giorni di assenza.
La legge, tuttavia, prevede specifiche regole per la normale fruizione dei permessi, per evitare che possano esserci comportamenti scorretti da parte del lavoratore e tutelare le esigenze aziendali. Durante i giorni e le ore di permesso, il dipendente può assentarsi per svolgere mansioni che non riguardano strettamente la cura del disabile?
La giurisprudenza è intervenuta per specificare quali sono i diritti e i doveri dei fruitori dei permessi 104. Di recente, è stata emanata un’importantissima ordinanza della Corte di Cassazione, che ha chiarito quali sono le attività che possono essere svolte quando ci si assenta dal lavoro, per non incorrere in violazioni e sanzioni pesantissime da parte del datore.
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un datore di lavoro costretto a reintegrare una lavoratrice che aveva subito un licenziamento disciplinare e a versare un risarcimento danni. La lavoratrice, titolare dei permessi 104 in quanto caregiver della madre disabile grave, aveva, secondo il datore, svolto il proprio ruolo di assistenza soltanto per poche ore al giorno, esercitando un uso improprio del beneficio e, dunque, perpetuando un abuso ai danni dell’azienda.
Per il giudice di primo grado e per la Corte d’Appello, la lavoratrice aveva utilizzato i permessi 104 in maniera conforme alla legge e, quindi, non era possibile sindacare relativamente alla modalità di assistenza prestata alla madre.
Tramite l’ordinanza n. 24130, la Corte di Cassazione ha chiarito come, durante la fruizione dei permessi, i titolari possono legittimamente svolgere anche attività personali, come andare a fare shopping.
Nel caso di specie, la lavoratrice si era recata a fare acquisti e aveva comprato degli articoli di abbigliamento per la madre presso un mercatino. I giudici hanno evidenziato come la Legge 104 non sancisca alcun divieto di lasciare l’abitazione dell’assistito nei periodi di permesso, a condizione che le attività “secondarie” (come andare a fare la spesa) siano giustificate dalla necessità di assistenza del disabile, siano brevi e non occupino l’intera giornata. Non sussiste, infatti, alcun obbligo di cura h24.
In conclusione, i dipendenti che ricorrono ai permessi 104 possono assentarsi per brevi periodi per svolgere faccende personali (tra cui lo shopping), senza incorrere automaticamente in abusi o violazioni della normativa. I lavoratori possono bilanciare le esigenze assistenziali con le attività quotidiane, sena rischiare il licenziamento in tronco.
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