La tassa di soggiorno va pagata da chiunque soggiorni in una città diversa da quella di residenza. In questi casi, però, si può essere esonerati, ecco quali.
La tassa di soggiorno è un’imposta prevista dalla maggior parte delle città italiane. Consiste in una somma di denaro da pagare in caso di soggiorno in una città che non è la propria. L’ammontare varia da luogo a luogo e, in alcuni casi può essere anche pari a 10 euro al giorno.
Esistono, tuttavia, delle ipotesi di esonero dal pagamento della tassa di soggiorno, per alcune categorie di soggetti, come i disabili e i caregivers. Per scoprire se nel luogo in cui ci si trova è previsto l’esonero, bisogna documentarsi direttamente al momento della prenotazione presso la struttura ricettiva oppure contattare gli uffici del Comune interessato. Ma chi può godere dell’agevolazione?
Le categorie di soggetti che rientrano tra gli esenti dal pagamento dell’imposta di soggiorno sono le seguenti:
Le principali città che stabiliscono l’esonero dalla tassa di soggiorno per i turisti affetti da disabilità e i loro accompagnatori sono: Roma, Milano, Verona, Bologna, Bergamo, Rimini, Firenze, Venezia, Padova e Napoli. Come abbiamo anticipato, non c’è una regola che vale per tutti i Comuni e, dunque, l’applicazione o meno del beneficio dipende dalle decisioni delle Amministrazioni locali.
Anche nei Comuni che non prevedono l’esenzione, i disabili e i caregivers potrebbero evitare il versamento grazie alle disposizioni delle singole strutture ricettive. Per capire se è possibile usufruire dell’agevolazione, bisogna portare sempre con sé i documenti che provano il requisito della disabilità, ossia: il certificato di invalidità, il verbale 104, il documento di identità e il documento ufficiale di accompagnatore.
Chi non possiede con sé la documentazione per l’esonero può esibire, in alternativa, il QR code fornito dall’INPS, che consente di recuperare i verbali di invalidità civile. Può essere conservato, in formato PDF, sul computer o sul cellulare oppure lo si può stampare.
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