Imposte sul reddito ed evasione fiscale: il Governo Meloni mette un freno e cambia tutto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato tre Disegni di Legge di ratifica ed esecuzione di convenzioni e accordi internazionali su redditi ed evasione fiscale.

Vediamo le novità 2024 inserite nel Comunicato stampa del Consiglio dei ministri numero 77 del 15 aprile 2024 riguardanti la ratifica di convenzioni e accordi internazionali con la Libia, Liechtenstein e Cina.

Meloni e imposte sul reddito
Novità sulle Convenzioni internazionali Foto Ansa (Informazioneoggi.it)

Un lungo comunicato stampa informa delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri su suggerimento del Ministro degli affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani. Vi indicheremo i punti chiave partendo dalla ratifica della Convenzione tra l’Italia e la Libia per evitare la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito e per prevenire l’evasione fiscale. Con riferimento ai redditi di capitale viene definito il principio della tassazione concorrente su dividendi e interessi con aliquote del 5% e del 10% sui primi.

Tale tassazione è applicata sui dividendi intercompany se le società controllano in modo diretto minimo il 25% del capitale della società erogatrice. L’aliquota applicata sugli interessi sarà del 5%. Per le royalities, si seguirà l’imposizione esclusiva nello Stato di residenza. In tema di lotta all’evasione fiscale, poi, si stabilisce una base giuridica per garantire lo scambio di informazioni in materia fiscale nella cooperazione amministrativa. Si predispone anche il superamento del segreto bancario.

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Le ratifiche su imposte di reddito ed evasione fiscale

La seconda ratifica riguarda la convenzione tra Italia e Liechtenstein. Vuole creare buone condizioni di concorrenzialità per le imprese italiane che desiderano investire nel Principato e per gli investimenti del Liechtenstein in Italia. In più rafforza la cooperazione tra amministrazioni fiscali seguendo gli standard internazionali. Terza ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Cina.

Il Decreto aggiorna l’accordo risalente al 1986 per adeguare la normativa al progetto OCSE/G20 BEPS al fine di contrastare i fenomeni di elusione e spostamento artificioso delle base imponibili. La direttiva permetterà alle imprese italiane di operare nella Repubblica popolare cinese a migliori condizioni e con maggiore concorrenzialità. Nello stesso tempo darà più certezze agli investitori cinesi nella nostra penisola.

L’Accordo trova applicazione nei residenti degli Stati che lo hanno sottoscritto e riguarda principalmente IRPEF, IRES e IRAP per l’Italia. Il testo si indirizza anche in altre direzioni tra cui

  • l’imponibilità dei redditi immobiliari imponendo la tassazione nello Stato in cui si trovano i beni immobili che determinano il reddito,
  • il trattamento degli utili di impresa e di esercizio di navi e aeromobili in zone internazionali,
  • la tassazione per redditi di capitali su dividenti, interessi, royalties nonché capital gain.

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