Per il 2024 è ancora in vigore la Quota 103, che come sappiamo permette di andare in pensione a 62 anni con 41 di contributi.
Chi desidera anticipare l’uscita dal lavoro ha dunque questa opzione, sebbene non manchi di limitazioni e restrizioni, come il non poter maturare altri redditi da lavoro, sia autonomo che dipendente.
Oltre alla quota 103, però, esistono altri sistemi per andare in pensione prima dei canonici 67 anni, e la bella notizia è che non servono tutti i 41 anni di contributi.
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Oltre alla quota 103 è prevista un’altra misura che permette ai lavoratori di uscire anticipatamente dal lavoro. Il soggetto deve aggiungere età e contributi e arrivare a quota 97,6.
Grazie all’articolo 1, comma 206 e seguenti, della legge di Bilancio 2017 viene riconosciuta la possibilità di andare in pensione a 62 anni (ma senza 41 di contributi) a chi ha svolto lavori usuranti, e anche a chi ha lavorato molto in turni di notte.
La possibilità è rappresentata dalla quota che va da 97,6 a 100,6: per accedere al prepensionamento, il soggetto deve sommare età e contributi e dimostrare di aver risposto ad altri requisiti. Scendendo nel dettaglio, specifichiamo quali sono questi requisiti:
Per lavori particolarmente usuranti si intendono diverse attività e mansioni, che è possibile scoprire sul sito INPS, ma in generale vale per tutti coloro che lavorano in cave, gallerie, miniere o dove si utilizzano altissime temperature per lavorare i materiali.
Chi risponde a questi requisiti, a 61 anni e 7 mesi, con contributi di 35 anni e 11 mesi, può fare la richiesta di pensione anticipata. Lo stesso dicasi per il lavoratore che ha maturato 35 anni di contributi, risponde ai requisiti sopra indicati e ha un’età di 62 anni e 6 mesi.
Gli indici di cui sopra valgono per i lavoratori dipendenti, ma la quota 98,6 è raggiungibile anche dagli autonomi. Più in particolare, il lavoratore autonomo può andare in pensione a 62 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi. Sempre per i lavoratori autonomi, poi, è prevista anche la quota 99,6; possono accedervi coloro che hanno lavorato di notte tra i 72 e i 77 turni. In questo caso il lavoratore può andare in pensione a 64 anni e 6 mesi con 35 anni di contributi oppure a 63 anni e 7 mesi con 35 anni e 11 mesi di contributi.
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