Chi sta acquistando chips di patatine vegetali pensando che siano salutari forse si sbaglia di grosso. La scoperta di una rivista per consumatori.
K-Tipp è una realtà che ha la medesima mission del nostrano Altroconsumo. Si occupa di reperire informazioni su prodotti (alimentari e non) venduti nei negozi, online e nei supermercati, per aiutare i consumatori a scegliere al meglio.
Purtroppo spesso e volentieri dai test effettuati dagli esperti di K-Tipp, Altroconsumo o altre riviste per consumatori emergono verità inquietanti, come quella che è stata diffusa di recente. Ecco di cosa si tratta.
Molte persone potrebbero aver acquistato patatine chips vegetali pensando che fossero più sane di quelle classiche. K-Tipp ha indagato più a fondo e ha esaminato 11 marchi che producono questo cibo a livello industriale.
Le chips vegetali analizzate sono a base di ingredienti alternativi, come ad esempio legumi, lenticchie e ceci, barbabietole o carote, e alcune varietà sono aromatizzate alla paprika o al peperoncino.
Ebbene, dai test è emersa la presenza di sostanze tossiche altamente pericolose per la salute umana, ovvero acrilammide e glifosato. Forse tutti sanno che il glifosato è un erbicida ampiamente usato in agricoltura e nonostante si sappia che è nocivo l’UE ne permette ancora la diffusione.
L’acrilammide invece è una sostanza potenzialmente cancerogena che si sviluppa durante il trattamento di certi alimenti ad alte temperature. Infatti sono a rischio acrilammide i prodotti industriali come pane, crackers, patatine, cibi fritti, caffè, biscotti, fette biscottate e snack.
Per comprendere meglio cosa è emerso dai test, ecco alcuni dei risultati pubblicati dalla rivista per consumatori K-Tipp:
Molte aziende produttrici, a seguito della pubblicazione di queste verità, si difendono affermando che le quantità delle sostanze rispetta i limiti di legge. In realtà non è detto che anche piccole tracce di glifosato e/o acrilammide siano così sicure come dichiarato da chi decide questi limiti.
Attualmente, tra l’altro, come spiegano gli esperti, “non esiste un limite di acrilammide per le patatine vegetali; il limite per le quelle tradizionali è di 750 microgrammi per chilo. Per i prodotti simili ai cracker, il limite è di 300 microgrammi per chilo”. Una realtà, dunque, ben lungi dall’essere rassicurante per la salute dei consumatori.
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