Tasse sui Buoni Fruttiferi di Poste Italiane: le cose da sapere prima di sottoscriverli

I Buoni Fruttiferi di Poste Italiane godono della tassazione agevolata. Si pagheranno meno tasse sugli interessi e in alcuni casi si potrà ottenere anche l’esenzione.

Poste Italiane propone uno strumento di risparmio molto apprezzato dai cittadini, il Buono Fruttifero. Presenta numerosi vantaggi da conoscere tra cui la tassazione agevolata.

Tassazione agevolata Buoni Fruttiferi
Quanto conviene la tassazione agevolata dei Buoni Fruttiferi (Informazioneoggi.it)

Scegliere un Buono Fruttifero Postale significa mettere al sicuro i propri risparmi. Il prodotto è garantito dallo Stato Italiano, in più è flessibile permettendo di richiedere il rimborso in qualsiasi momento ottenendo gli interessi accumulati. Ci sono diversi Buoni tra cui scegliere, dal rendimento e dalla durata differente. Il 2024 è iniziato con un ribasso dei tassi di interesse ma non è detto che nel corso dell’anno non vengano attivare promozioni accattivanti.

Conosce fin da subito il guadagno promesso dal Buono fruttifero è possibile. C’è un simulatore presente sul sito di Poste Italiane che permette di calcolare il valore del Buono alla scadenza considerando la tassazione degli interessi. Questo strumento di risparmio, infatti, rispetta specifiche regole fiscali da conoscere se si intende investire nel prodotto.

La tassazione agevolata dei Buoni Fruttiferi e le possibile esenzioni

La tassazione dei Buoni Fruttiferi è agevolata al 12,50%. Poi c’è l’imposta di bollo dello 0,2% da considerare applicata al superamento di una certa soglia. L’imposta sostitutiva viene calcolata sul rendimento effettivo dei Buoni Fruttiferi, sull’importo degli interessi maturali nel tempo. Sul capitale investito, invece, non si applica alcuna imposta. Un accenno sull’imposta di bollo. Lo 0,2% si considera solamente per investimenti superiori a 5 mila euro (valore di rimborso). Sotto questa soglia si sarà esenti dal versamento.

L’esenzione riguarda anche i residenti all’estero che risiedono in un Paese che scambia informazioni con l’Italia. Condizione necessaria sarà risiedere all’estero già al momento dell’emissione del Buono Fruttifero. In caso di cointestazione con un residente, invece, l’imposta dovrà essere pagata. L’interessato dovrà inoltrare domanda di esenzione tramite procedura formale per ricevere la certificazione che attesta la residenza fiscale all’estero e il rispetto delle condizioni normative.

Tornando alla tassazione agevolata, considerando che tanti altri strumenti finanziari hanno la tassazione al 26% si capisce come i Buoni Fruttiferi siano molto convenienti. Restando in tema fiscale affrontiamo un altro argomento, l’imposta di successione. I Buoni sono cedibili solo tramite successione ereditaria per la morte dell’intestatario o per altre cause determinanti successione a titolo universale. Il valore dei Buoni è esente da imposta di successione. Gli eredi possono ottenere il rimborso senza indicare l’importo nella dichiarazione di successione. 

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