Cambio di residenza e mancata dichiarazione IMU, occhio alle regole o scatta la multa al 200%

Il cambio di residenza influisce sul calcolo dell’imposta, ma ci sono diversi casi in cui scatta l’obbligo di dichiarazione IMU.

Tutti coloro che hanno un titolo su un immobile (usufrutto, proprietà eccetera) sono tenuti a pagare l’IMU; la tassa non viene calcolata sulla casa dove il contribuente ha la residenza abituale, perché viene considerata “prima casa”. Solitamente non c’è bisogno di fare dichiarazioni IMU, perché i Comuni sono già a conoscenza dei dati degli immobili e di chi ci prende la residenza.

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Esistono diversi casi in cui è obbligatorio presentare la dichiarazione IMU – InformazioneOggi.it

Ma se un cittadino modifica la residenza e in altre circostanze scatta l’obbligo della dichiarazione. Se non si provvede, si rischiano multe salate; infatti l’omessa/mancata/ritardata comunicazione della dichiarazione IMU comporta sanzioni che vanno dal 100 al 200% della tassa. Anche chi commette errori nella compilazione della dichiarazione rischiano multe salate, che possono arrivare anche al 100 della tassa.

Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU e come si fa a trasmetterla

Le normative vigenti prevedono che la dichiarazione IMU venga fatta ogni qualvolta avvengono variazioni rispetto alle dichiarazioni precedenti.
Se un cittadino ad esempio cambia residenza e va a vivere in un immobile di sua proprietà, che prima era usato come seconda casa, solitamente non c’è bisogno di fare dichiarazioni IMU: il Comune, accertando i dati dall’ufficio anagrafe, vedrà che il soggetto non è più tenuto a pagare l’imposta. Ma non sempre è tutto così lineare.

L’obbligo di inviare la dichiarazione IMU scatta per i proprietari di casa per i quali sono intervenute modifiche nel corso dei 2 anni precedenti alla dichiarazione che comportano il diritto a esenzioni, agevolazioni o versamento dell’imposta sulla casa

L’obbligo della dichiarazione, quindi, può scattare anche quando un contribuente va a vivere nella sua casa di proprietà ma il Comune non ha a disposizione tutte le informazioni necessarie, magari dovute a errori/omissioni catastali, che possono riguardare sia l’immobile stesso che le pertinenze.

Inoltre vige l’obbligo di inviare la dichiarazione IMU se gli immobili sono oggetto di riduzioni di imposta, come ad esempio:

  • se sono stati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto inutilizzati;
  • se fabbricati di interesse storico o artistico;
  • nel caso in cui il comune abbia deliberato la riduzione dell’aliquota;
  • se si tratta di fabbricati costruiti e destinati alla vendita (beni merce);
  • in caso di terreni agricoli e non coltivati posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP.

L’invio della dichiarazione IMU, lo ricordiamo, è obbligatorio anche per le imprese costruttrici. Questo perché le costruzioni rientrano nelle esenzioni dei fabbricate per essere vendute, esenzioni che valgono ovviamente fino a che le costruzioni non siano vendute o affittate.

Per inviare la dichiarazione IMU bisogna accedere telematicamente al portale del Comune interessato, ma si può anche consegnare la documentazione a mano, sempre negli uffici preposti del Comune dove sorge l’immobile oggetto della dichiarazione.

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