Dopo una disputa legale che sembrava interminabile arrivano i primi risarcimenti Ilva agli abitanti del rione Tamburi a Taranto.
L‘Ilva di Taranto è quell’impianto industriale su cui, non di rado, sono pubblicate notizie di cronaca sui principali giornali cartacei ed online. Si tratta d’altronde di un’acciaieria che ha contribuito alla storia industriale italiana, pur tra luci ed ombre. Ebbene, gli ultimi aggiornamenti indicano che i proprietari delle abitazioni nelle vicinanze del complesso, potranno giovarsi del risarcimento che l’Ilva dovrà versare per i danni provocati dall’inquinamento.
Le case localizzate nel rione Tamburi, nelle immediate vicinanze della fabbrica siderurgica, saranno quelle che otterranno gli indennizzi in questi giorni. Vediamo qualche dettaglio.
Al momento sul tavolo dei risarcimenti ci sono 3,5 milioni di euro a favore di 240 appartamenti, per quanto riguarda l’anno in corso: si tratta delle prime operazioni di risarcimento che Ilva dovrà effettuare, a favore dei proprietari delle case danneggiate dall’inquinamento dell’attività siderurgica.
Se in tribunale il diritto dei proprietari è stato riconosciuto, è altrettanto vero che questi ultimi hanno dovuto aspettare molti anni prima di ottenere giustizia. Una situazione in cui i pericoli per la salute e i danni agli appartamenti hanno costituito le premesse per una lunga battaglia legale che, finalmente, sta dando i primi frutti per gli abitanti del rione Tamburi.
Le polveri e l’inquinamento prodotti da Ilva già furono riconosciuti da una sentenza che, nell’ormai lontano 2005, riconobbe l’illecito del cd. getto pericoloso di cose. Ma quelli di cui si parla nelle notizie di cronaca tarantina in questi giorni, sono i primi indennizzi o risarcimenti, ovvero le iniziali cifre che la società proprietaria degli impianti sta versando proprio alla fine del 2023.
Da notare altresì che le somme accreditate sono state frazionate su un numero di appartamenti inferiore rispetto alle domande totali – ben 415. Il motivo è presto spiegato: il fatto che gli immobili risarciti siano 240 e le richieste di risarcimento 415 si comprende tenendo conto della presenza di una doppia richiesta in ipotesi di appartamento cointestato, marito e moglie. Pertanto in questi casi ciascuno dei coniugi ha ottenuto la metà o 50% dell’importo spettante.
I risarcimenti in oggetto oscillano tra un minimo di 5mila euro e un massimo di 30mila, ovvero l’ammontare massimo stanziabile. Da notare che la quantificazione delle somme è frutto dell’applicazione di criteri specifici, a seguito di varie udienze al Tribunale di Milano. Proprio detti criteri di determinazione delle somme hanno dato luogo ad un accordo transattivo con i creditori ricorrenti.
Come dicevamo, si tratta della prima tranche di risarcimenti. Infatti, oltre ai 3,5 milioni versati per il 2024, ce ne sono quattro e mezzo per il 2024 e altrettanti per il 2025, allo scopo di venire incontro alle richieste economiche di altre persone. Ricordiamo infine che le somme per i risarcimenti Ilva rientrano in un fondo specifico inserito nella legge di Bilancio per il 2023.
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