Pellet chiaro o scuro, qual è il migliore? Le differenze che bisogna sapere prima di acquistarlo

Il Pellet per fortuna oggi costa come prima della speculazione, ma in giro ci sono sempre tante truffe e bisogna stare attenti.

Molte famiglie sono passate al Pellet proprio perché è più conveniente del gas, ma da quando è aumentata la richiesta sono anche aumentate le truffe. Inoltre i consumatori spesso non conoscono le differenze tra i vari tipi di pellet e diventano dunque soggetti più vulnerabili.

differenza tra pellet chiaro e scuro
Anche il colore del pellet può essere importante nella scelta – InformazioneOggi.it

Molti forse avranno notato che in commercio esistono vari Pellet, a volte chiari e a volte scuri, e la differenza ha dei motivi be precisi che è opportuno conoscere.

Qual è il miglior pellet, quello schiarito o quello scuro? Cosa consigliano gli esperti

Il Pellet, come sappiamo, deriva da scarti selezionati di legna, e come esistono diversi tipi di legno esistono anche altrettanti colori del prodotto finale.

Ad esempio, il pellet realizzato con abeti e pini risulta più chiaro, mentre quello fatto da faggi e castagni ha un colore più scuro. Il colore di per sé non inficia – generalmente – nella qualità del pellet, ma esistono altri fattori da considerare quando si va a scegliere, e pagare, il sacco che vogliamo portare a casa.

Una colorazione più scura del pellet infatti potrebbe derivare da altri processi di trasformazione, e anche la schiaritura può essere effettuata per motivi commerciali. Infatti e persone preferiscono in genere i pellet chiari perché rilasciano residui di minor volume.

Questo può portare alcune aziende a processare il pellet con sostanze non propriamente naturali, ma il consumatore finale può non accorgersene.

Bisogna sapere che gli additivi naturali che servono a schiarire il pellet sono ammessi, ma solamente nella percentuale del 2%. Il pellet puro deve contenere tre elementi principali, che sono il carbonio, l’idrogeno e l’ossigeno. La loro presenza indica un prodotto di qualità.

L’unico modo che ha il consumatore di essere certo di avere davanti un pellet sicuro e non contraffatto è di leggere bene l’etichetta. In questa non devono esserci menzionate tracce di metalli pesanti o additivi chimici. I pellet migliori hanno delle diciture che li contraddistinguono proprio dai prodotti più scarsi. Le diciture sono le seguenti:

  • certificazione “Pellet Gold”, oppure “En Plus” oppure “Dim Plus”;
  • classe A1 (qualità eccellente);
  • classe A2 (qualità buona)

Se invece nell’etichetta è segnata la classe B significa che siamo di fronte ad un pellet di scarsa qualità. Ecco che prima di acquistare il combustibile per la propria stufa a pellet bisogna prestare molta attenzione alle etichette. Solamente così si potrà scegliere con cognizione di causa e soprattutto bruciare materiale sicuro.

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