Influenze, il modo migliore per difendere gli anziani: tutti i consigli

Di questi tempi il tema centrale in quanto alla salute riguarda la possibilità di sottoporsi al vaccino antinfluenzale. La situazione.
Nel nostro paese, il rapporto degli over 60 con il vaccino antinfluenzale non è certo dei migliori. Nonostante le tante raccomandazioni del Ministero della Salute, in merito all’opportunità per chi supera quella specifica età di sottoporti allo stesso trattamento. La metà di questo target di popolazione non ha accesso al vaccino oppure semplicemente non riceve la dose.
Situazione vaccino anziani in Italia
Il gruppo di esperti che studia il da farsi – informazioneoggi.it
Nel frattempo, alla Camera, si riunisce uno specifico board formato da esperti in igiene, sanità pubblica e geriatria proprio per garantire la più ampia copertura possibile per quel che riguarda lo stesso vaccino antinfluenzale. Il tutto nasce, come al solito, parliamo delle problematiche specifiche, da questioni di tipo burocratico, organizzative, culturali.

Influenze, il modo migliore per difendere gli anziani: il board che proverà a migliorar le cose

Il gruppo in questione, quello che di fatto proverà a raddrizzare la situazione vaccino antinfluenzale per le persone ritenute più sensibili ha prodotto uno specifico documento, attraverso il quale si prova a fare il punto della situazione e a creare uno specifico indirizzo che possa portare a un netto miglioramento della situazione.

Tra i presenti nel gruppo d’eccezione in questione troviamo: Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, Paolo Castiglia, Professore in scienze mediche, igiene generale e applicata, Università di Sassari, Andrea Mandelli, Presidente Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (FOFI) e Walter Ricciardi, Professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica.

Il documento stilato dal gruppo, cosi come anticipato, pone una serie di questioni più che mai attuali e tendenti a risolvere lo stallo attuale: “Il crollo finora mai registrato nelle coperture vaccinali – si legge nello stesso rapporto – e il conseguente impatto delle epidemie influenzali sulle categorie a rischio, rendono non più procrastinabili interventi incisivi da parte dei decisori pubblici per migliorare la programmazione a livello centrale e sviluppare sinergie più efficaci a livello regionale e locale”.

Di conseguenza lo stesso board ha stabilito una sorta di regole, un decalogo di indicazioni che dovrebbe portare a una più opportuna condotta in tal senso. Si parte dalla necessità di ricevere circolari ministeriali in tempi utili quando si tratta di vaccini antinfluenzali e non solo. Concepire, poi, trattamenti maggiormente appropriati agli anziani e a i cittadini ritenuti maggiormente fragili.

Stabilire in merito al contesto e al settore termini e requisiti sul modello PNRR, tutto questo anche in merito alle gare regionali. Aumentare il potere di controllo dei vari organi di prevenzione e stop all’utilizzo quasi senza senso alcuno, in certi casi, del vaccino. Attuare, poi, una comunicazione che sia quanto più possibile tempestiva, e che sia indirizzata a specifici target.

Infine, puntare sulle realtà sanitarie locali per la diffusione delle varie informazioni utili ai cittadini, rendere più importante la stessa immagine, il significato e tutto il resto dello stesso vaccino e provvedere a una maggiore remunerazione in tal senso. Verificare, poi, i risultati delle stesse campagne lanciate. Tutto, insomma incentrato sulla tutela e la prevenzione di una fetta di popolazione specifica, oggi, ritenuta formalmente più debole e quindi maggiormente bisognosa di particolari attenzioni.

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