Il DDL Lavoro ha previsto un’ulteriore strumento per regolarizzare la posizione contributiva con l’INPS. In cosa consiste?
Grandi novità per quanto riguarda la regolarizzazione delle posizioni contributive INPS. Il DDL Lavoro consente la facoltà di rettificare eventuali discrepanze relative alla propria posizione contributiva INPS in maniera agevolata.
Si potrà, infatti, adempiere in maniera spontanea, per sanare le irregolarità segnalate dall’Istituto di Previdenza.
Lo scopo della riforma è quello di semplificare la procedura di versamento dei contributi e di incentivare la regolarizzazione volontaria di errori oppure omissioni, promuovendo il dialogo tra l’Istituto di Previdenza e i cittadini.
L’INPS provvederà solo ad inviare agli interessati delle comunicazioni per avvisare della presenza di irregolarità, lasciando, poi, ai contribuenti la scelta di adempimento spontaneo.
Quest’ultimo dovrà avvenire entro 90 giorni dalla ricezione dell’avviso. Per la regolarità del procedimento, inoltre, sarà necessario pagare, entro i successivi 30 giorni, i contributi maggiorati del 2,75%.
È consentito anche il saldo rateizzato, fino a un massimo di 60 rate mensili, da versare in 5 anni.
Un’altra importante riforma riguarda gli accertamenti d’ufficio dell’INPS.
Nel dettaglio, è stato inserito uno strumento di rafforzamento del potere di accertamento. L’Istituto di Previdenza potrà utilizzare le informazioni inserite nelle banche dati (anche gli altre Amministrazioni Pubbliche), per verificare la sussistenza di una base imponibile nascosta o la fruizione di vantaggi contributivi e agevolazioni non dovuti.
Dopo tali verifiche, l’INPS potrà convocare il contribuente per presentare dati e informazioni necessari per l’accertamento, come atti e documenti oppure questionari su dati e notizie importanti, anche riguardanti altri contribuenti con cui ha intessuto rapporti.
L’Istituto di Previdenza, inoltre, potrà convocare anche altri soggetti che hanno avuto rapporti con il contribuente, per chiedere l’esibizione o la trasmissione di documenti e atti fondamentali a chiarire la posizione dell’interessato. A tal fine, potranno anche essere richiesti chiarimenti e il rilascio di dichiarazioni su questionari.
Il contribuente avrà a disposizione 15 giorni, al termine dei quali l’INPS invierà un avviso di accertamento.
Dopo la notifica dell’atto, si avranno ulteriori 40 giorni di tempo per pagare la somma indicata dall’Istituto e regolarizzare la propria posizione, con l’aggiunta di sanzioni ridotte al 50% e con la possibilità di ottenere il pagamento rateizzato.
Di norma, la notifica degli inviti avviene tramite PEC, oppure, se il contribuente non possiede un indirizzo di posta elettronica certificata, attraverso raccomandata A/R.
Le innovazioni contenute nel DDL Lavoro saranno attive dopo l’approvazione del testo da parte di Camera e Senato e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per avere certezza di tutte le novità illustrate, dunque, si dovrà attendere qualche altra settimana.
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