Pensione Quota 103 prorogata per un ulteriore anno? Attenzione alle penalizzazioni sugli assegni

Quota 103 potrebbe essere riconfermata anche per il 2024, ma il Governo sta pensando ad un metodo per disincentivare la pensione anticipata.

Per il prossimo anno si potrà beneficiare della pensione anticipata con 62 anni di età e 41 anni di contribuzione, ossia della cd. Quota 103.

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Quota 103 verrà riconfermata, ma con delle modifiche – InformazioneOggi.it

Sarebbero, tuttavia, state inserite una serie di penalizzazioni per coloro che sceglieranno tale strumento di flessibilità.

I beneficiari, infatti, non solo subiranno il ricalcolo completamente contributivo dell’assegno pensionistico, ma non potranno percepire più di 2.272 euro fino alla maturazione dei 67 anni di età. Queste imposizioni, di fatto, scoraggeranno molti contribuenti.

Cambierà, inoltre, la finestra mobile per l’accredito della prima rata della pensione, che passerà dagli attuali tre mesi a sette, per i lavoratori privati, e dai sei a nove, per i dipendenti pubblici.

Un sacrificio non indifferente soprattutto per gli statali. Chi, infatti, compie 62 anni di età e raggiunge 41 anni di contribuzione nel 2024 dovrà attendere necessariamente il mese di settembre per ricevere l’assegno previdenziale.

I dipendenti pubblici, poi, verranno ulteriormente penalizzati dai tagli conseguenti la riforma delle aliquote di rendimento. In particolare, i maestri, gli infermieri, i dipendenti comunali e gli impiegati del Ministero della Giustizia che hanno iniziato a lavorare prima del 1996, per un totale di circa 700 mila lavoratori, dovranno fare i conti con adeguamenti inferiori della quota retributiva. Questo porterà ad una riduzione delle prestazioni fino a duemila euro.

Quota 103 con penalizzazioni: cosa cambia rispetto al vecchio assetto?

Alla luce delle considerazioni appena accennate, la proroga di Quota 103 non porterebbe a grandi vantaggi per i lavoratori, soprattutto in vista del taglio dell’importo spettante, a causa del ricalcolo contributivo.

Restano invariati soltanto i due requisiti di accesso (anagrafico e contributivo), ma si tratta di garanzie poco convincenti.

Quello che preoccupa maggiormente sono le possibili conseguenze della riconferma di Quota 103 sulle rivalutazioni delle pensioni.

Verrà, infatti, cambiata l’indicizzazione delle prestazioni, con effetti negativi per gli assegni di importo compreso tra 4 e 5 volte il trattamento minimo. Per esse l’adeguamento si ridurrà dal 90% (come preannunciato) all’85%.

Come se non bastasse, l’adeguamento alla speranza della vita previsto per il 2027 sarà anticipato al 2025. Insomma, non resta che attendere il prossimo anno e capire quali saranno le incidenze della Manovra sul sistema pensionistico italiano.

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