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Economia

Caos rimborsi 730: molti contribuenti non hanno ancora ricevuto le somme | Come rimediare?

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I rimborsi 730 dei dipendenti vengono accreditati in busta paga dal sostituto d’imposta, ma degli errori potrebbero causare ritardi.

Può capitare che, durante l’anno, intervenga una modifica del sostituto d’imposta indicato dal contribuente al momento della presentazione della Dichiarazione dei Redditi.

Il cambio del sostituto d’imposta potrebbe comportare dei problemi con i conguagli – InformazioneOggi.it

In quest’ipotesi, cosa succede ai conguagli 730? Il dubbio assale soprattutto i dipendenti, che ricevono i rimborsi o i conguagli a debito direttamente in busta paga dal datore di lavoro, che funge da sostituto d’imposta.

In base a quanto stabilito dalla Circolare n. 4 del 2018, infatti, l’Agenzia delle Entrate invia ai sostituti d’imposta i dati delle Dichiarazioni inoltrate, affinché procedano con i conguagli.

Le somme a credito sono riconosciute operando un taglio sulle ritenute dovute dal contribuente sulla busta paga.

La data dei rimborsi vari a seconda del periodo in cui è stato presentato il Modello 730. Nel dettaglio:

  • se il Modello 730 è stato inviato a giugno, l’accredito viene disposto tra luglio e agosto;
  • se la documentazione è stata consegnata a luglio, il rimborso è riconosciuto tra agosto e settembre;
  • se il Modello 730 è stato inviato a settembre, il rimborso è accreditato ad ottobre o novembre.

Rimborsi 730 e indicazione errata del sostituto d’imposta: come non perdere le somme?

Nel caso in cui venga erroneamente indicato un datore di lavoro quale sostituto d’imposta, quest’ultimo deve restituire al CAF o a un professionista abilitato i Modelli 730 del contribuente che lo ha chiamato in causa e con il quale non ha alcun tipo di rapporto professionale.

Ai sensi della Circolare n. 4/2018, un sostituto d’imposta può opporsi ad effettuare il conguaglio quando il rapporto di lavoro con l’interessato non è mai stato in essere oppure quando si è interrotto prima del termine ultimo per la presentazione del Modello 730.

Poiché il sostituto d’imposta è obbligato a inviare al dipendente la Certificazione Unica entro il 31 marzo, la data per l’inoltro del Modello 730 viene fissata al 1° aprile.

Dopo tale termine, quindi, il datore che riceve i dati relativi ad un contribuente che non conosce deve avvertire l’Agenzia delle Entrate entro massimo 5 giorni lavorativi dalla ricezione delle informazioni fiscali. In questo modo, l’Ente potrà avvisare l’interessato.

Dal proprio canto, il contribuente ha la possibilità di:

  • inviare, personalmente oppure attraverso un CAF o un professionista abilitato, il Modello 730 integrativo di tipo 2, specificando il sostituto d’imposta che è obbligato a procedere con i rimborsi;
  • nel caso in cui non abbia un sostituto d’imposta, dovrà dichiararlo, indicandolo nell’apposita casella del Modello 730 integrativo di tipo 2. In tale ipotesi, i rimborsi vengono accreditati direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
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