Oggi per ottenere la pensione di vecchiaia abbiamo diversi metodi, ma non sempre è facile scegliere la soluzione più adatta.
Ecco che il patronato INAS della CISL, ha ideato un sistema per aiutare i cittadini e gli operatori ad orientarsi verso l’approccio più idoneo.
Le riforme pensionistiche, anche se volte a rispondere alle esigenze del momento, spesso causano complicazioni e confusione nei cittadini che stanno per arrivare alla quiescenza. Fare i calcoli, soprattutto se non si ha una situazione contributiva lineare e che dura da tempo, diventa sempre più complesso.
Sappiamo, in linea generale, che per andare in pensione dobbiamo rispettare determinati requisiti, i principali dei quali sono: 67 anni di età con 20 anni di contributi; oppure 71 anni di età ed almeno 5 anni di contributi; oppure 64 anni di età e 20 anni di contributi.
Possiamo però contare anche su alcune “eccezioni”, come ad esempio l’APE Sociale; in questo caso la misura è dedicata a precise categorie di lavoratrici e lavoratori che si trovano in particolari condizioni economiche. Chi è in possesso, ad esempio, di un minimo di 63 anni di età e di 30 o 36 anni di contributi può chiedere l’anticipo pensionistico.
Non dimentichiamoci poi che la misura Opzione Donna è in continuo aggiornamento; ad oggi questa soluzione consente alle lavoratrici di sesso femminile di anticipare la propria uscita dal lavoro, andando in pensione prima, se risponde a determinati requisiti. Le donne che hanno conseguito un’anzianità contributiva minima di 35 anni entro il 31 dicembre 2021; che hanno un’età anagrafica di almeno 58 anni (se lavoratrici dipendenti) o 59 anni (se autonome) o se hanno almeno 60 anni d’età e 35 di contributi.
Ma non è tutto perché a volte possono scattare meccanismi diversi, soprattutto se la donna lavoratrice ha nel nucleo familiare un disabile con la Legge 104, o nel caso di uno o più figli.
Tutto questo ci fa comprendere l’enorme complessità del sistema pensionistico attuale, ed ecco che da qui nasce un’interessante iniziativa.
Questa affermazione non è una realtà assodata, infatti non esistono attualmente 57 vie per ottenere la pensione, ma è il nome di una campagna ideata dal patronato Inas della Cisl dedicata a chi deve andare in pensione.
Il titolo di questa campagna è chiaramente provocatorio, perché sta a indicare proprio la complessità delle regole attuali, che non aiutano né il cittadino né le realtà preposte a trovare la migliore soluzione a seconda del singolo lavoratore pensionando.
Con un manuale da ben 350 pagine, che verrò distribuito agli operatori, si va a tentare di dare quanta più formazione specifica sulle forme pensionistiche del 2023, come dichiarano gli ideatori dell’iniziativa, che porterà vantaggi ai cittadini.
Basti pensare che oltre alle soluzioni citate nei paragrafi precedenti, quest’anno vi sono altre novità. Parliamo della Quota 103 ad esempio: questa forma di pensione anticipata permette l’accesso al trattamento pensionistico con 41 anni di contributi versati e 62 anni d’età (la somma di questi valori dà appunto “103”) maturati entro il 31 dicembre 2023; dunque le categorie di lavoratori interessati sono quelli nati nel 1960-1961. Ma un’altra condizione necessaria è anche quella di ottenere un importo pensionistico mensile lordo di almeno 2.818,70 euro.
In conclusione, il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista, che potrà intraprendere un percorso insieme all’assistito e, conoscendo a fondo tutte le normative vigenti, trovare la soluzione più idonea.
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