La scorciatoia per la pensione a 56 anni per le donne esiste anche nel 2023, come fare domanda

La pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile consente alle donne di uscire dal lavoro con 56 anni di età mentre agli uomini con 61 anni.

Attenzione però perché vi sono condizioni ben precise da rispettare e l’invalidità deve essere ‘specifica’. Vediamo nel dettaglio come accedere. Con l’avanzare dell’età non sono di certo pochi i lavoratori che si chiedono quando poter andare in pensione e con che modalità e requisiti.

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Informazione Oggi

In un periodo in cui il cantiere della previdenza dovrà redigere una vera e propria riforma delle pensioni, c’è chi si domanda come ottenere il trattamento Inps nel minor tempo possibile. Non vogliamo riferirci qui ai pensionamenti agevolati che prendono il nome di Opzione donna, Ape sociale e Quota 103 ma ad una particolare situazione di invalidità della persona, che consente di pensionarsi con requisiti contributivi ed anagrafici molto bassi, ovvero 56 anni e con 20 anni di contributi per le donne. 61 anni e 20 di contributi sono richiesti invece agli uomini.

Proprio così: in base alle regole di legge oggi vigenti, c’è possibilità di uscire dal mercato del lavoro ben undici anni prima dell’età prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria, ma avendo lo stesso requisito contributivo – ovvero 20 anni di contributi regolarmente versati. Approfondiamo insieme questa possibilità e vediamo in sintesi come funziona.

La pensione a 56 anni è possibile: ecco perché

Per aver chiaro il contesto di riferimento, non dimentichiamo che l’assetto della legge Fornero, quanto alle strade per il pensionamento, è il seguente:

  • pensione di vecchiaia a 67 e con almeno 20 anni di contributi;
  • pensione anticipata al di là dell’età e con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Quanto abbiamo accennato in apertura rappresenta invece una scorciatoia non da poco per coloro che, pur senza una invalidità gravissima, intendono pensionarsi e lasciare il lavoro con netto anticipo. Non è affatto un miraggio perché le norme di legge in ambito previdenza, tuttora vigenti, includono anche una misura denominata ‘pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile’.

Appare opportuno parlarne per due distinte ragioni. Anzitutto perché molti non la conoscono e poi perché si tratta di un meccanismo unico nel suo genere e più vantaggioso delle alternative che ci sono in circolazione. Nessun dubbio: detto anticipo di pensione è più agevolativo anche di Opzione donna che, confermata anche per il 2023, offre un vantaggio comunque significativo. Attenzione allora a questa invalidità che fa andare in pensione le donne già a 56 anni e con 20 anni di contributi.

Pensione a 56 anni se donne o 61 anni se uomini: quali requisiti?

Lo abbiamo accennato sopra, le donne ben 11 anni prima possono uscire dal mercato del lavoro – in virtù della pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile. Per i maschi non c’è un’agevolazione identica ma è pur sempre degna di nota, in quanto l’uscita a 61 anni è comunque preferibile rispetto alla generalità dei trattamenti pensionistici e dei loro requisiti.

Rimarchiamo a questo punto un dato molto importante. Come la stragrande maggioranza delle misure previdenziali al momento attive, anche questa pensione agevolata non ha nell’età il solo requisito da centrare. Come detto sono necessari almeno 20 anni di contributi versati.

Non solo. Abbiamo fatto riferimento ad uno stato di disabilità dell’interessato, perciò essendo una misura che si lega ad una forma di invalidità acclarata, occorre anche che gli interessati siano riconosciuti invalidi in misura uguale o maggiore dell’80%.

Occhio anche ad un’altra condizione. Infatti per il pensionamento effettivo grazie alla pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile c’è da considerare una finestra di attesa uguale ad un anno, al fine di incassare la prima mensilità di questo trattamento pensionistico agevolato. In particolare, la decorrenza del trattamento slitta di 12 mesi dalla data a cominciare dalla quale tutti questi requisiti sono conseguiti.

Attenzione alla cosiddetta invalidità specifica

In realtà occorre dettagliare anche un altro aspetto, che è fondamentale per capire tutto il meccanismo della pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile. Infatti non dobbiamo confondere l’invalidità specifica con quella generica. Abbiamo visto che un lavoratore con 61 anni di età e 20 anni di contributi e l’80% almeno di invalidità pensionabile può pensionarsi con netto anticipo. E lo può fare anche una donna lavoratrice, con requisiti ancora più agevolati in quanto ad età di accesso.

Il punto è proprio questo: per pensionarsi con questo meccanismo occorre accertare lo stato di invalidità pensionabile o specifica, ovvero quella che viene acclarata soltanto dopo una visita medica ad hoc, effettuata delle commissioni invalidi dell’istituto di previdenza. Non basta dunque la mera invalidità generica, altrimenti detta civile, la quale viene certificata dalle distinte commissioni delle ASL.

In altre parole serve una visita medica diversa da quella presso la commissione medica per le invalidità civili delle ASL. L’invalidità necessaria è quella pensionabile, anche nota come invalidità specifica.

In altre parole, deve essere l’istituto di previdenza – per il tramite dei suoi esperti – ad acclarare la riduzione di almeno l’80% della capacità lavorativa di colui che fa domanda di pensione anticipata perché invalido. Inoltre, la diminuzione della capacità lavorativa deve essere specifica per le mansioni compiute al lavoro dal diretto interessato. Concludendo, si tratta chiaramente di una scorciatoia molto interessante, il cui accesso è però subordinato al rispetto di tutte le condizioni viste finora.

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