Bonus Renzi in busta paga: come ottenerlo sullo stipendio e in quale forma

Il Bonus Renzi è oggi trattamento integrativo IRPEF. Consente di ottenere fino a 100 euro in più in busta paga ma ci sono condizioni da rispettare.

Nel 2023 il Bonus Renzi continuerà ad essere erogato ai lavoratori dipendenti sotto forma di trattamento integrativo IRPEF.

Bonus Renzi
InformazioneOggi.it

A seguito di un quesito giunto in redazione approfondiremo il tema dell’ex Bonus Renzi. Il problema riscontrato è il seguente. “Potreste spiegarmi come mai nella busta paga mi hanno prima concesso il trattamento integrativo DL 3/2020 con importo dovuto di 1.000 euro e poi me lo hanno tolto? La consulente mi ha detto perché superavo i 15 mila euro di reddito ma dal conteggio delle buste paga da gennaio a dicembre 2022 risulta un reddito percepito di 14.454 euro. La stessa consulente ha parlato di un superamento di 250 euro, com’è possibile?” Per fornire una risposta adeguata occorre analizzare nei dettagli il trattamento integrativo approfondendo requisiti, importi e condizioni.

Iniziamo con il confermare che l’ex Bonus Renzi sarà presente in busta paga anche nel 2023 per i lavoratori che non superano i 15 mila euro di reddito nella misura piena, a scalare fino ad azzerarsi raggiungendo i 28 mila euro solo a condizione che le altre detrazioni – mutuo prima casa, lavori edili, familiari a carico, da lavoro dipendente – superino l’imposta lorda da corrispondere.

Bonus Renzi nel 2023, cosa sapere

Sulla busta paga del 2023 l’ex Bonus Renzi si trova sotto la voce Trattamento integrativo IRPEF come stabilito nel 2020. Lo percepiranno solamente i lavoratori con redditi inferiori a 28 mila euro. L’importo massimo, 100 euro, verrà erogato unicamente a chi percepisce un reddito fino a 15 mila euro per un totale annuo di trattamento pari a 1.200 euro. Tale somma non concorrerà alla formazione del reddito.

Da 15 mila a 28 mila euro di reddito, invece, il Bonus spetterà unicamente rispettando la condizione precedentemente indicata con riferimento all’imposta lorda da pagare. Risultano penalizzati, dunque, i contribuenti che detraggono molte spese dall’IRPEF. L’importo dipenderà dalla differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda. Ciò significa che prima occorrerà calcolare l’importo delle detrazioni spettanti, poi di dovrà sottrarre l’imposta lorda dovuta e infine occorrerà leggere il risultato ottenuto.

Se inferiore a 1.200 euro allora la cifra sarà pari al Bonus spettante. Se superiore, invece, si otterranno tutti i 1.200 euro (100 euro al mese). Con riferimento alle detrazioni di cui tener conto ricordiamo che sono quelle per

  • carichi di famiglia,
  • lavoro dipendente,
  • prestiti e mutui agrari,
  • mutuo acquisto prima casa,
  • spese sanitarie,
  • mutuo costruzione prima casa,
  • ristrutturazione edilizia e per efficientamento energetico.

Da chiarire che l’imposta lorda dovrà essere calcolata secondo le regole ordinarie e non sui soli redditi da lavoro dipendente e assimilati. In questi dettagli potrebbe esserci la spiegazione del perché la cifra inizialmente erogata al lavoratore sia stata successivamente tolta anche se sembra impossibile che sia passato da un reddito a cavallo dei 15 mila euro ad uno superiore a 28 mila euro. Tale la soglia superata la quale non spetta il Bonus Renzi.

Dovendo appurare che importi spettanti non sono stati erogati in busta paga, il dipendente potrebbe recuperare le somme nel conguaglio di fine anno effettuato dal datore di lavoro oppure nella dichiarazione dei redditi.

I doveri del sostituto d’imposta

Per ricevere il trattamento integrativo il lavoratore non deve inoltrare alcuna richiesta. Sarà compito del sostituto d’imposta verificarne in diritto ed erogarlo direttamente in busta paga ogni mese oppure con il conguaglio finale. Nello specifico, i sostituti d’imposta si devono basare nel conteggio sui dati con riferimento al reddito previsionale relativo all’anno in corso e alla capienza e incapienza dell’imposta lorda rispetto alle detrazioni nell’anno in corso.

Spetta al lavoratore, però, comunicare obbligatoriamente altri redditi da lavoro ottenuti durante l’anno di riferimento. In questo modo, poi, si potrà rinunciare direttamente al Bonus Renzi sapendo che si supererà al soglia dei 28 mila euro. Il datore di lavoro provvederà al recupero delle somme erogate non spettanti nei periodi di paga successivi. Se la cifra dovesse risultare superiore a 60 euro il recupero avverrebbe in otto rate di pari importo.

Esempi di calcolo del Bonus Renzi in busta paga

Per chiarire ulteriormente l’ammontare dell’ex Bonus Renzi in busta paga procediamo con qualche esempio di calcolo. Poniamo il caso di un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato, reddito di 14 mila euro, detrazione da lavoro dipendente di 1.880 euro e imposta netta di 1.340 euro. Il trattamento integrativo sarà pari a 1.200 euro dato che il reddito è inferiore a 15 mila euro.

Procediamo con un esempio più complesso. Il lavoratore ha redditi da lavoro dipendente pari a 18 mila euro e redditi agrari pari a 7 mila euro per un totale di 25 mila euro di redditi. Le detrazioni di cui gode sono quelle per coniuge a carico, spese di interessi passivi del mutuo agrario, seconda rata delle spese di recupero del patrimonio edilizio. L’imposta lorda sui redditi è pari a 3.970 euro con detrazione da lavoro spettante di 2.825 euro. Si otterrà l’imposta netta di 1.145 euro. La capienza, dunque, è rispettata perché l’imposta è maggiore delle detrazioni.

Procediamo con il calcolo dell’incapienza con l’imposta lorda che deve risultare minore delle detrazioni. L’imposta lorda è di 5.720 euro, le detrazioni da lavoro dipendente di 2.185 euro, le detrazioni per carichi di famiglia di 690 euro, le detrazioni per interessi del mutuo di 769 euro (1.500 x 19/100) e la seconda rata dei lavori edilizi di 3 mila euro. La differenza tra imposta e detrazioni risulta pari a -915 euro. Tale la cifra del trattamento integrativo che si percepirà in un anno. I 1.200 euro si sarebbero avuti solo se la differenza fosse risultata, ad esempio, di 1.400 euro.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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