Bonus pellet anche nel 2023 solo con 3 opzioni e si ottiene il massimo della convenienza

Il governo ha rinnovato il bonus pellet per l’acquisto di stufe a biomasse anche per il 2023. Ecco come richiedere gli incentivi statali.

Il pellet è un combustibile naturale che si ricava dagli scarti del legno non trattato. Di solito, la forma che lo contraddistingue è quella di piccoli cilindri.

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Soprattutto negli ultimi mesi  con l’aumento delle bollette del gas, il pellet è al centro di truffe a danni di ignari acquirenti. Infatti, a causa dei costi elevati di questo combustibile, che fino a pochi anni fa era molto economico, molti siti vendono pellet a un prezzo inferiore rispetto al mercato. Gli acquirenti comprano sperando in un risparmio ma la merce non arriverà mai. Si scopre della truffa quando è troppo tardi e tanti sono i siti oscurati da polizia postale o guardia di finanza.

Bonus pellet: questo è il modo per ottenere incentivi statali anche nel 2023

Per aiutare gli italiani che utilizzano tale materiale per riscaldarsi, il governo ha prorogato anche per il 2023 il bonus pellet. In pratica, si tratta di detrazioni fiscali o rimborsi sul prezzo dell’acquisito inseriti all’interno dei bonus edilizi.

Infatti, il primo incentivo statale è inserito all’interno del bonus ristrutturazioni e fruibile fino al 31 dicembre 2024. Sulla spesa dell’acquisto di stufe a pellet (ovvero in biomasse) si può ottenere una detrazione Irpef del 50%, purché l’installazione avvenga durante un intervento straordinario di manutenzione edilizia. Quindi, l’incentivo copre sia l’acquisto sia l’installazione.

Il rimborso (sgravio fiscale) avverrà in 10 rate annuali di pari importo da inserire nella dichiarazione dei redditi. È necessario, però, inserire lo scontrino, parlante oppure un qualsiasi documento tracciabile; in caso contrario, il rimborso non è dovuto.

Ecobonus e Superbonus

Una seconda possibilità per ottenere il bonus pellet nel 2023 è sfruttare l’Ecobonus e la sua detrazione del 65%. La spesa per l’acquisito è variabile. Infatti, in caso di villette unifamiliari l’importo parte da 30mila euro, mentre per i condomini il tetto di spesa è più alto ma è calcolato diversamente. La detrazione si ottiene se la nuova stufa migliora l’efficienza energetica dell’immobile.

La detrazione può arrivare al 90%, fruendo in questo modo del “nuovo” Superbonus, se l’installazione della stufa a pellet rientra negli altri lavori trainanti. Bisogna, però, rispettare specifici requisiti sulla prestazione energetica.

Conto termico GSE

Il bonus pellet può essere fruito anche tramite il Gestore dei servizi energetici (GSE) se la stufa deve essere sostituita a causa di un impianto vecchio. È il caso di stufe o caminetti aperti. Avendone i requisiti, sarà possibile accedere al Conto termico e ottenere un rimborso fino al 65% sulla spesa sostenuta.

Può sembrare complesso rientrare in questo contributo perché si basa su tre condizioni importantissime:

  • rendimento (ossia, alla potenza) dell’impianto;
  • impatto ambientale e quindi all’emissioni che produce;
  • e, infine, fascia climatica in cui si risiede.

Inoltre, se la spesa è inferiore a 5mila euro, l’accredito arriverà entro massimo 60 giorni dall’accettazione della domanda al GSE collegandosi al sito www.gse.it. Si può anche chiedere al rivenditore di avviare la pratica per l’accesso diretto al contributo.

Gli incentivi statali coprono non solo l’acquisto, ma anche lo smontaggio del vecchio impianto, installazione di quello nuovo ed eventualmente ciò che è dovuto per le prestazioni professionali.

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