Divieto di transitare in una ZTL e violazione delle regole, l’automobilista rischia grosso: il motivo

Le zone ZTL sono previste per ben precisi scopi e sono regolate da norme ad hoc. Violarle significa esporsi concretamente al rischio di pagare anche somme piuttosto alte a titolo di multa. Una recente risposta ad interpello delle Entrate in materia.

Ogni automobilista dovrebbe prestare sempre molta attenzione alle regole di cui al Codice della Strada ed anche dovrebbe ricordare i suoi obblighi per quanto riguarda la circolazione nelle aree ZTL – zona a traffico limitato.

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Informazione Oggi

Infatti non bisogna dimenticare che sussistono rischi di multa se non si legge e rispetta la segnaletica prevista per le ZTL nelle aree urbane. Queste sono aree presenti in tutti i grandi centri abitati, e in riferimento ad esse valgono regole previste dal Codice della Strada. Se violate, comportano pesanti sanzioni di cui diremo.

Di seguito intendiamo parlare infatti delle ZTL e delle conseguenze delle violazioni, ma coglieremo anche l’occasione per richiamare una recente risposta ad interpello da parte dell’Agenzia delle Entrate, che rileva proprio in tema di ZTL. I dettagli.

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ZTL, di che si tratta? Il contesto di riferimento

Le zone a traffico limitato, appunto in breve le ZTL, sono indicate nel Codice della Strada come aree in cui:

  • l’accesso e la circolazione veicolare sono limitati a orari prestabiliti,
  • o a specifiche categorie di utenti e di mezzi.

Non solo. Le regole vigenti distinguono tre tipologie di ZTL, in quanto possono esservi:

  • ZTL permanenti con divieto generale a tutte le categorie di mezzi di trasporto;
  • aree ZTL variabili nel tempo (ovvero operative soltanto in alcuni giorni o in certi orari);
  • ZTL con divieto di accesso soltanto per alcune tipologie di mezzi.

Se ci chiede della finalità delle zone a traffico limitato, la risposta è molto semplice: esse sono previste e sono state create allo scopo di ridurre i livelli di inquinamento e per rendere maggiormente fruibili i centri città alle persone.

Ed è chiaro che entrare in una zona a traffico limitato senza averne il permesso, significa esporsi ad una sanzione pecuniaria come la multa. Vedremo tra poco questo specifico aspetto.

Aree ZTL e ruolo dei Comuni

In particolare, all’interno del Codice della Strada l’articolo che più di altri tratta delle zone a traffico limitato è il 7, in materia di circolazione nei centri abitati. In virtù di quanto disposto i Comuni, attraverso una deliberazione della giunta ad hoc, possono occuparsi di circoscrivere aree pedonali e ZTL, considerando gli effetti del traffico sulla salute, sulla sicurezza della circolazione, sul patrimonio ambientale e culturale, sul territorio e sull’ordine pubblico.

Gli stessi enti possono poi subordinare l’entrata o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle ZTL, anche al versamento di una somma di denaro. Inoltre, i Comuni permettono l’accesso libero a dette zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.

Non solo: le ZTL devono essere evidenziate per il tramite di appositi segnali, i quali hanno la funzione di informare l’automobilista sia di un’area ZTL nelle vicinanze, sia dell’effettivo perimetro in cui la zona a traffico limitato si estende.

Multa per circolazione in ZTL non consentita: ecco quanto deve pagare l’automobilista

Vediamo ora cosa si rischia in caso di violazione del divieto di circolazione nelle zone a traffico limitato. Ebbene il pericolo è quello di vedersi inflitta una sanzione amministrativa rappresentata dal pagamento di una somma compresa tra gli 83 e i 332 euro.

In base a quanto nel Codice della Strada nell’ambito delle aree pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato – ZTL, il trasgressore rischia grosso. Questo perché, rispetto alle regole di divieto di accesso e agli altri singoli obblighi e divieti o limitazioni, vedrà inflitta nei suoi confronti la sanzione prevista per ogni singola violazione.

Ecco perché il salasso è dietro l’angolo. Facendo un esempio pratico, l’automobilista che incautamente entra in una ZTL per 6 volte, anche nella stessa giornata, senza averne ricevuto previa autorizzazione, andrebbe incontro al pagamento di ben 6 multe.

Tuttavia, non possiamo non menzionare i contributi della giurisprudenza che intendono, in qualche modo, proteggere la buona fede dell’automobilista, laddove questa venga dimostrata in caso di controversia scaturita dalla volontà di non pagare la multa perché ritenuta ingiusta.

In buona sostanza si tratta di quei casi, peraltro piuttosto diffusi, in cui i ripetuti ingressi in una ZTL sono evidentemente il frutto di una condotta non legittima, e dunque non rispettosa del dettato di cui al Codice della Strada, ma allo stesso tempo involontaria e dunque non mirata intenzionalmente a violare le norme stradali.

ZTL: la recente risposta ad interpello delle Entrate

Concludendo, ricordiamo che nella risposta ad interpello n. 34, emessa recentemente, l’Amministrazione finanziaria ha affermato la vigenza degli obblighi di certificazione dei corrispettivi in rapporto al servizio di cessione dei titoli di accesso alla ZTL di un’amministrazione comunale, emessi digitalmente. Oggetto del provvedimento è il trattamento IVA dell’attività di vendita dei titoli di accesso (dematerializzati) alla ZTL.

Nel caso analizzato dalle Entrate il soggetto che ha fatto l’istanza di interpello è una società operante nell’ambito del trasporto pubblico, affidataria peraltro del servizio di cessione dei titoli di accesso alla ZTL. Per maggiori informazioni rinviamo comunque al testo della risposta ad interpello, disponibile in questa pagina.

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