Perché si ha sete di notte quando si va a dormire? Le motivazioni che non ti aspetti

Avere sete di notte è una situazione frequente che accomuna molte persone. Per questi motivi ci si corica con la bottiglia di acqua vicino al letto.

Sentire sete di notte e avere necessità di bere può essere una situazione normale, ma, in alcuni casi, potrebbe anche indicare un campanello di allarme.

sete notturna
InformazioneOggi – Sete notturna

Molti italiani, prima di andare a dormire, sono soliti bere un po’ di acqua oppure posizionare accanto al letto una bottiglia intera. Il più delle volte lo si fa per evitare di svegliarsi durante la notte, sgusciare fuori dalle coperte per arrivare in cucina a prendere l’acqua in questione. E fin qui, potremmo dire, che non c’è nulla di particolarmente allarmante: si tratta di una semplice abitudine. Tuttavia, se la sete notturna è costante e dura per più di una notte durante la settimana, allora potrebbe avere altre motivazioni un po’ più profonde.

Queste, a loro volta, si dividono in due categorie: la prima non è nulla di preoccupante, la seconda, forse, sì. Diciamo che dipende molto dalle persone e dalla loro situazione salutare. In effetti, nessuno è uguale ad un altro, ognuno ha diverse problematiche che non sempre si riscontrano negli altri. Tuttavia, è sempre bene prima informarsi, anche a livello generale, fare qualche ricerca per capire qualcosa in più. Poi, dopo aver compreso a quale categoria si appartiene, allora, forse, in un secondo momento è doveroso chiamare un dottore.

Detto ciò, ci sono altri aspetti che riguardano il nostro riposo notturno. Ad esempio, finalmente è possibile sapere se sia giusto o sbagliato dormire con i calzini ai piedi. Oppure, sempre per apportare benefici in casa, vediamo quali sono le piante secondo il Feng Shui, che possono riempirci di fortuna ed energia positiva. Chiusa parenesi, cerchiamo di svelare il mistero della sete notturna!

Perché si sente il bisogno di bere di notte: le motivazioni della sete notturna

Possiamo dire che, a prescindere dalle motivazioni, è sicuramente scocciante doversi alzare dal letto e andare in bagno, soprattutto in inverno. In effetti, quando ormai ci si sta addormentando, si è trovata anche la giusta posizione e si sta così bene al caldo, l’ideale sarebbe non muoversi affatto. Ma sempre accade questo.

Ritornando alla nostra questione, illustriamo quali sono le motivazioni non allarmanti. Infatti, la sete notturna potrebbe essere frequenti quando, durante il giorno, non è stata bevuta abbastanza acqua. Un altro motivo potrebbero essere i cibi troppo saliti che esortano il nostro organismo a richiedere una quantità abbastanza grande di acqua.

Stesso discorso vale per chi è solito bere bevande alcoliche in serata e anche per l’arrivo dell’estate. Infatti, soprattutto al sud, si soffre troppo il caldo anche di notte e non c’è mai un attimo di tregua al punto che ci si sente soffocare. Bevendo di sera si cerca di rimediare alla perdita di liquidi avvenuta durante la mattina.

Quali sono, invece, le possibili seconde cause?

Passando a qualcosa, invece, di più preoccupante, possiamo dire che una delle cause della sete notturna potrebbe essere il diabete insipido nefrogenico. In questa tipologia di diabete, i reni producono un’eccessiva quantità di urina troppo anomala rispetto alla normalità. Un’altra causa ancora potrebbe essere l’insufficienza renale di tipo cronica. In tal caso, i reni non sono più in grado di tenere sotto controllo il cosiddetto equilibrio idrosalino.

Bere di notte fa bene oppure può farci del male?

Possiamo dire che, senza ombra di dubbio, proprio come durante la giornata, bere di notte non fa affatto male. Anzi,  in questo modo si riescono ad reintegrare i liquidi persi in mattinata. Qualora, però, ci si scocciasse di alzarsi ogni qual volta, nel cuore della notte, per recarsi al bagno, l’ideale sarebbe bere l’acqua fino a due ore prima di andare a letto.

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.